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Marche sempre più bio,
superati i 98.000 ettari
26% in più di aziende
negli ultimi 2 anni

COLDIRETTI fornisce alcuni dati in coincidenza della partecipazione di alcune aziende del Piceno al "Sana" di Bologna. Gli ettari dedicati al biologico sono in aumento di quasi il 13%. Bene cereali, vino e l’olio
sabato 7 Settembre 2019 - Ore 18:15
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Il biologico nostrano in continua ascesa. Più operatori ma anche più terreno a disposizione con 1 ettaro su 5 che è stato convertito. E le Marche tra le prime regioni in Italia per incidenza rispetto alla superficie. Sono le anticipazioni che arrivano dal “Sana” di Bologna, il salone internazionale del biologico che si tiene dal 6 al 9 settembre, al quale stanno prendendo parte anche alcune aziende marchigiane terremotate (dalle province di Macerata e di Ascoli) impegnate nel primo mercato di Campagna Amica degli agricoltori biologici italiani.

Vigneti piceni

Rappresentanti di una regione, le Marche, dove gli ettari dedicati al biologico hanno superato i 98.000, in aumento di quasi il 13% rispetto al dato precedente. In particolare, secondo l’elaborazione Coldiretti Marche su dati Sinab, aumenta il settore dei cerali che supera i 18.000 ettari (+7%). Bene anche il vino, con le vigne bio che aumentano del 7%, e l’olio (quasi il 10% in più). Il dato marchigiano sull’incidenza della superficie biologica è superiore a quello italiano che ha raggiunto nel 2018 il 15,5% e che, a sua volta, è di sopra la media dell’Unione Europea. In crescita anche il numero degli operatori biologici. Sono 3.845 le realtà iscritte all’Albo biologico della regione, aumentate del 26% negli ultimi due anni. A fare da traino al settore l’aumento costante dei consumi nazionali ed esteri che ha portato il giro d’affari del bio a 5,8 miliardi, con un aumento record del 264% degli ultimi dieci anni secondo quanto stimato Coldiretti sulla base dei dati Nomisma relativi al 2018.
«Il biologico e il biodinamico – commenta Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – rappresentano un comparto determinante non solo per l’economia e l’occupazione ma anche per la gestione sempre più responsabile delle risorse naturali e dell’ambiente. La preservazione del suolo e la tutela della biodiversità   concretizzano oggi la sfida più urgente che il mondo agricolo ha di fronte rispondendo alla necessità di un metodo di produzione sostenibile e duratura nel tempo. Questo percorso si inserisce in un tracciato già segnato dal nostro Paese da diversi decenni e che determina tuttora il nostro primato di sicurezza alimentare a livello europeo ed internazionale».


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