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Il caso all’agrario “Ulpiani”:
«Mio figlio disabile
rifiutato dalla scuola»
«Falso, abbiamo rispettato le norme»

ASCOLI - La madre di uno studente denuncia quanto accaduto nell'ultimo anno di frequenza: «Durante le riunione dei "Gruppi H" non era stato ritenuto idoneo alla maturità, però a luglio ci siamo ritrovati fuori». La replica della preside Moretti: «Il ragazzo aveva raggiunto gli obiettivi, e come accade in casi simili ha ricevuto l'attestato ed è stato licenziato»

di Luca Capponi

Da una parte l’attacco da parte della madre di un ragazzo diversamente abile: «A mio figlio è stato negato il diritto di restare a scuola un anno in più dopo il termine del quinquennio canonico. Non l’hanno voluto ed è stato costretto ad iscriversi in un altro istituto». Dall’altro la replica della scuola: «Tutto è stato eseguito in base alla norma. Il ragazzo aveva raggiunto tutti gli obiettivi prefissati dal suo programma personalizzato, quindi si è ritenuto di licenziarlo, sempre seguendo quello che dice la legge in materia».

Il caso, delicato, è stato denunciato dalla genitrice di un ragazzo ascolano che ha frequentato l’anno scolastico 2018-2019 presso l’Istituto tecnico agrario “Ulpiani”. «Per quanto mi risulta nel corso dell’anno, durante le riunioni dei “Gruppi H”, era emerso il fatto che mio figlio non avesse raggiunto gli obiettivi prefissati e per questo motivo dovesse ripetere – racconta la madre – tutto ciò è stato verbalizzato e firmato dalle insegnanti di sostegno, dalle dottoresse, dall’insegnante curriculare della classe e dagli assistenti sociali del Comune e della Pagefha. Solo che dalla dirigente è arrivato parere negativo. Così, nonostante mio figlio non abbia sostenuto l’esame di maturità, e nonostante i riscontri del “Gruppo H”, ci siamo ritrovati fuori. Spiegazioni valide non ce ne hanno date. Sono stata costretta a chiedere di poter iscrivere mio figlio in un’altra scuola, che dopo qualche reticenza iniziale ha accettato la nostra domanda. Ovviamente per lui tutto ciò non è stato piacevole, lasciare la scuola che ha frequentato per cinque anni in un ambiente dove si trovava bene e che conosceva. Credo che a volte ragazzi come lui rappresentino un problema che si risolve in maniera più semplice rimuovendolo direttamente».

Parole dure, che però non trovano riscontro nella difesa da parte dell’Ulpiani, affidata alla nuova dirigente Rosanna Moretti, appena subentrata. «Ho analizzato la documentazione nell’immediato del mio insediamento – spiega – ilcaso non presenta alcuna anomalia per cui, come accade in situazioni simili, e riscontrato come l’alunno avesse raggiunto quanto prefissato all’inizio, abbiamo ritenuto avesse terminato il suo percorso di studi. Il fatto che sostenga o meno l’esame di maturità, in questi casi, non è una scriminante. L’attestato lo si ottiene comunque. Ribadiamo la nostra massima attenzione verso i ragazzi diversamente abili, come d’altronde chi mi conosce sa che ho sempre fatto durante gli anni di reggenza al “Fazzini-Mercantini” di Grottammare».


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