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Ricostruzione, il premier Conte
dice no a nuove proroghe
L’appello dei sindaci: «Muoversi subito»

POST SISMA- In occasione della sua visita il presidente del Consiglio ha ribadito anche la necessità di un modello normativo unico: «Occorrerà tempo ma in questo momento dobbiamo accelerare questo processo per superare le criticità»
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di Andrea Braconi

«Non si tratta di una passerella, conosco già i problemi». Come promesso, il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha fatto la sua prima uscita da leader del nuovo Governo formato da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Problemi – ha ribadito in occasione dei vari incontri avuti sia sul versante laziale che su quello marchigiano del cratere – analizzati con attenzione insieme agli amministratori locali. Il premier ha visitato nel pomeriggio di venerdì 13 settembre Accumoli (Rieti) e Castelsantangelo sul Nera (Macerata).

«La ricostruzione non si può realizzare in un anno o due -ha ribadito il premier -, occorrerà tempo ma in questo momento dobbiamo accelerare questo processo per superare le criticità, a partire dalle istanze per le domande inerenti la ricostruzione privata che procedono troppo lentamente».
Varie le cause. «Spesso si tratta di secondo case, con proprietari che non sono interessati alla ricostruzione. Spesso sono dovute a procedure burocratiche e complesse che rallentano questo processo».
E nel mese di dicembre scadranno i termini per la presentazione delle domande per i danni lievi. «Chi è interessato deve affrettarsi – ha precisato Conte -. Un’ulteriore proroga rallenta, paradossalmente, la prospettiva di una ricostruzione e per poter accelerare dobbiamo definire il perimetro della ricostruzione, chi è interessato e chi no. D’ora in poi il Governo non è intenzionato a dare ulteriori proroghe».
Altra priorità, ha aggiunto il premier, sarà quella di elaborare un modello normativo unico, da utilizzare in tutte le occasioni, come richiesto da anni da chi, purtroppo, si è ritrovato a gestire le conseguenze delle terribili scosse di terremoto tra l’agosto 2016 e il gennaio 2017.
«Devo dire che il presidente Conte ha manifestato un’attenzione particolare per il nostro territorio -afferma Romina Gualtieri, sindaco di Monsampietro Morico (Fermo)- e ha dichiarato che costituirà una task force che seguirà passo passo tutte le procedure. Come sindaci abbiamo chiesto attenzione per il cuore dell’Italia, cosa che purtroppo finora non c’è stata. La nostra voce unanime è che da tre anni stiamo attendendo che qualcosa cambi, perché gestire con l’ordinario qualcosa di straordinario è drammatico. Abbiamo chiesto al presidente di impegnarsi sotto il profilo della sburocratizzazione, perché non è possibile che servano ventidue passaggi prima che si vada all’affidamento dei lavori: questa è una vera e propria umiliazione, che crea danni enormi».
Accolta dagli stessi amministratori la notizia di uno stop alle proroghe per i danni lievi: «È ora che si riparta, altrimenti saremo sempre a rincorrere la problematicità. Bisogna muoversi perché questi territori sono gioielli che rischiano di perdere il loro valore».

 

 


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