Edilizia, Solidarietà e Partecipazione
a Vesperini: «Dichiarazioni
approssimative e superficiali»

GROTTAMMARE - Aspre le polemiche fra maggioranza e opposizione in Consiglio comunale in tema edilizio. Oggetto del contendere il recepimento del "Piano Casa" e i pericoli di cementificazione e deturpamento del paesaggio denunciati dal consigliere d'opposizione
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Lorenzo Vesperini

«Sul lungomare potrebbero sorgere palazzi di 15 metri». Questa era stata la denuncia del capogruppo della lista d’opposizione “Grottammare Città Futura” Lorenzo Vesperini, che aveva parlato di una città «ostaggio di una disposizione del Consiglio comunale», deliberata nel 2009 in base alla legge regionale sul Piano Casa.

«Noi siamo – aveva aggiunto – per una crescita armonica, giusta e rispettosa, con parametri edilizi compatibili, rivedendo il Piano Regolatore, ma sempre rispettose delle zone ad alta densità abitativa, di quelle a ridosso dei centri storici e delle aree fronte mare. Noi denunciamo questa  incapacità nel non preservare le linee di paesaggio, gli scorci.  Chi ieri definiva ecomostro l’Hotel Silvia con manifestazioni in piazza, oggi sta svendendo il territorio, scimmiottando la salvaguardia dalla cementificazione e applicando varianti puntuali al Piano Regolatore, con il solo fine di incassare soldi».

Enrico Piergallini, sindaco di Grottammare.

Oggi la replica della lista di maggioranza “Solidarietà e Partecipazione”, che ha parlato di «dichiarazioni che mostrano approssimazione e superficialità, rivelando scarse e farraginose conoscenze, esito probabilmente, di inadeguata consapevolezza argomentativa.

Il gruppo consiliare in particolare sottolinea il fatto che il Piano Casa nasceva da una legge nazionale, «introdotta dal governo Berlusconi ter, 10 anni or sono e che la Regione recepì tale deliberazione attraverso l’approvazione di una propria Legge. Ciò poiché, l’urbanistica e il governo del territorio costituiscono materie di legislazione concorrente, dunque di competenza regionale e a essa fu corredata la deliberazione dell’istituzione municipale, applicando quanto stabilito dall’allora Governo. Occorre ricordare con attenzione, che i provvedimenti della Regione e del Comune, ne hanno introdotto limitazioni all’applicazione».

Puntuale la replica sulle aree protette dalla cementificazione. «L’applicazione è esclusa presso i centri storici (le zone territoriali omogenee A) le aree definite “a tutela integrale”, le aree a rischio esondazione o dissesto individuate dal Piano di bacino regionale, i parchi, le aree inedificabili, gli edifici storici e restaurati, né è possibile derogare alle prescrizioni in materia di sicurezza stradale e antisismica. Inoltre gli interventi in aree sensibili quali le zone costiere, sono sempre oggetto di valutazioni espresse da enti e istituzioni sovraordinate, il cui pronunciamento è imprescindibile e obbligatorio, quali le Soprintendenze, che condividono con il Comune l’impegno a difesa delle qualità paesaggistiche dei luoghi e la tutela delle pregevolezze architettoniche».

Una chiusura polemica al veleno contro il consigliere d’opposizione. «La superficialità e l’inadeguatezza delle sue riflessioni probabilmente confermano le ragioni per le quali durante la competizione elettorale dello scorso anno, che lo vide inesorabilmente sconfitto, egli avesse dovuto presentare un programma esito di uno sterile copia e incolla. La verità è che per essere adeguati alla funzione di pubblici amministratori, occorre assicurare
impegno, studio, abnegazione e dedizione, esser mossi dalla passione e dall’orgoglio di rappresentare la città».


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