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Comandante della Polizia Municipale,
Fioravanti conferma la Celani:
presentato un esposto in Procura

ASCOLI - La rinomina del funzionario comunale a responsabile del Corpo dei Vigili Urbani viene, ancora una volta contestata dall’ex assessore Claudio Travanti che, una volta letta la notizia del decreto sindacale firmato dal nuovo sindaco, si è precipitato al Tribunale di Ascoli e alla Corte dei Conti di Ancona per presentare una denuncia modello 45. Il politico di centrodestra, nel criticare l’incarico a tempo determinato affidato senza concorso pubblico, allega tre pronunciamenti del Tar di Napoli, Torino e Firenze
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Patrizia Celani

di Adriano Cespi

Denunce, polemiche, battaglie politiche. La nomina di Patrizia Celani a comandante della Polizia Municipale di Ascoli, nella passata consiliatura, è stata al centro di furiose schermaglie tra l’allora sindaco Guido Castelli, firmatario dei decreti sindacali numero 8 del 26 aprile 2013 e numero 2 del 30 gennaio 2015 coi quali al funzionario comunale veniva affidato anche l’incarico, a tempo determinato, di responsabile del Corpo dei Vigili urbani, e l’ex assessore all’Ambiente, Claudio Travanti, firmatario dell’esposto presentato in Procura. Esposto attraverso il quale l’ex amministratore contestava pesantemente quella nomina sostenendo che si sarebbe dovuto procedere attraverso un concorso pubblico. Eravamo nel maggio 2015. Trascorrono quattro anni e quell’incarico torna, di nuovo, a far parlare di sé. Sempre attraverso un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Ascoli e alla Procura della Corte dei Conti di Ancona da Travanti. Un esposto-denuncia modello 45, relativo cioè a quegli atti non costituenti notizia di reato, ma che richiedono una fase di accertamenti preliminari . Nel mirino dell’ex assessore c’è sempre l’incarico a comandante della Polizia Municipale. E c’è sempre un decreto sindacale, stavolta però firmato dal nuovo sindaco Marco Fioravanti, l’11 giugno, il giorno dopo il suo insediamento a Palazzo Arengo. Decreto con il quale il neo primo cittadino, in una sorta di continuità politico-amministrativa con la passata amministrazione Castelli, conferma Patrizia Celani, appunto, comandante della Polizia Municipale “a far data dal’11 giugno 2019 – si legge nell’atto sindacale – e per una durata limitata al mandato del sindaco e comunque sino alla nomina del successore o eventuale riconferma”. Anche in questo caso viene contestata la procedura dell’incarico diretto e quindi senza concorso pubblico.

Claudio Travanti

IL CONTENUTO DELLA SEGNALAZIONE IN PROCURA E ALLA CORTE DEI CONTI

Cinque pagine fitte di richiami ai precedenti decreti sindacali di nomina ed ad alcuni pronunciamenti del Tar quelle depositate alla Procura di Ascoli e alla Corte dei Conti di Ancona da Travanti. E tutto per dimostrare la validità della sua tesi, ovvero la necessità di un concorso pubblico. Con la richiesta finale di “accertare se sussistano o meno gli estremi dei reati di carattere penale e contabile”. Ma entriamo nel merito dell’esposto e cerchiamo di desumerne i passaggi chiave. Travanti porta a sostegno delle sue ragioni tre pronunciamenti del Tar. Il primo è quello del Tribunale Amministrativo Regionale di Napoli sezione V, del 9 dicembre 2002, numero 7887. Si legge in un estrapolato: “L’articolo 110 del decreto legislativo numero 267 del 2000 nella parte in cui introduce la possibilità di porre in essere assunzioni a tempo determinato per la copertura di posti di responsabili dei servizi o degli uffici, di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione, non reca alcuna deroga alla regola del concorso, nel senso che l’individuazione del soggetto con il quale stipulare il contratto deve comunque avvenire attraverso una selezione pubblica”.

Il sindaco Marco Fioravanti

Il secondo “con riferimento all’articolo 110 del Testo unico degli Enti locali”, precisa sempre Travanti, è quello del Tribunale amministrativo regionale di Torino, sezione II, del 21 marzo del 2012, numero 362 che, sempre in un estratto, recita: “L’articolo 110 del T.U. 18 agosto 2000 numero 267, nel consentire agli Enti locali di affidare incarichi di responsabilità dirigenziale con contratti a tempo determinato, non li esonera dallo svolgere procedure concorsuali con la conseguenza che in applicazione del generale principio di rilevanza costituzionale, in base al quale l’accesso ai pubblici impieghi può avvenire solo per concorso, l’affidamento di detti incarichi non può non essere preceduto da una procedura selettiva adeguatamente pubblicizzata”. Il terzo ed ultimo pronunciamento è quello del Tar di Firenze.

Si legge, anche in questo caso, in un estratto: “Stante l’esistenza nel nostro ordinamento del generale principio concorsuale per l’accesso ai pubblici impieghi, anche l’affidamento di incarichi dirigenziali e di alta specializzazione con contratti a tempo determinato, ai sensi dell’articolo 110 del decreto legislativo 18 agosto 2000, numero 267, deve essere preceduto da una procedura selettiva adeguatamente pubblicizzata”. Insomma, un esposto dettagliato e corroborato anche da riferimenti normativi quello presentato dal politico di centrodestra. E per il quale le due Procure (Tribunale di Ascoli e Corte dei Conti di Ancona) dovranno effettuare gli accertamenti dovuti.

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