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La scuola devastata dai vandali
Il vice preside: «Non si smetta
di cercare i colpevoli»

COMUNANZA - Dopo l'episodio di questa estate, torna alla ribalta l'analogo caso di due anni fa quando ignoti devastarono i locali al piano superiore della struttura che, dopo il terremoto, ospita pure la sede distaccata del “Ceci-Fermi-Sacconi” di Ascoli. La denuncia contro ignoti la fece il vice preside Omar Laurenzi, ma il gesto resta impunito
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La scuola presa di mira dai vandali due volte negli ultimi due annni

di Maria Nerina Galiè

L’atto di vandalismo di cui è stata teatro la scuola media di Comunanza la scorsa estate e che ha visto una trentina di ragazzi, tutti individuati e segnalati all’autorità giudiziaria, forzare la porta ed introdursi con le bici all’interno dei locali, ha riacceso i riflettori su un fatto analogo. Rimasto impunito. E accaduto due anni fa, sempre in estate, all’interno dello stesso edificio di via Mazzini, ma al piano superiore dove, dopo il sisma del 2016, è stata spostata l’Ipsia. A ricordarlo è stato il vice preside del distaccamento dell’Istituto di scuola superiore “Ceci-Fermi-Sacconi” di Ascoli, Omar Laurenzi che da due anni aspetta che siano individuati i colpevoli.

La caserma dei Carabinieri di Comunanza

«Il fatto risale ad una notte estiva del 2017 in cui in paese c’era stata la “Festa della Birra”. Qualcuno – racconta – non si sa chi né in quanti fossero, si è introdotto nella scuola svuotando tutti gli estintori sul pavimento e sui muri. Poiché la schiuma lascia  polveri sottili altamente velenose, abbiamo dovuto provvedere alla bonifica, tramite una ditta specializzata, sobbarcandoci completamente i costi. Oltre 1.000 euro che nessuno ci ha mai rimborsato. Io stesso ho fatto la denuncia ai Carabinieri di Comunanza, allora guidati dal maresciallo Nicola Berardi, ma contro ignoti. E tali restano, tutt’ora, gli autori di quel deplorevole gesto».

Laurenzi sottolinea anche che, come nell’ultimo episodio, i protagonisti non hanno trovato grandi difficoltà ad entrare ed operare indisturbati, per via dell’ubicazione piuttosto isolata dell’edificio, per la mancanza di telecamere in loco e perché il cancello era aperto. «Due anni fa è successo all’Ipsia. Lo scorso anno all’asilo nido, pure la notte di una manifestazione (Mazzumaja, ndr). Quest’anno alle medie. Le strutture sono molto vicine tra loro. C’è lì accanto anche la materna. E sono tutte appartate. Non sarebbe il caso di attivare un servizio di video sorveglianza che copra l’intera zona? E di vigilanza pure, almeno in concomitanza con eventi che radunano tante persone anche da fuori».

«Chiedo inoltre – conclude il dirigente – che non si smetta di cercare coloro che hanno danneggiato la nostra scuola. Chissà che non ci sia un collegamento con quelli che lo hanno fatto di recente al piano di sotto, nella scuola media».

L’edificio scolastico si trova in via Mazzini


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