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Referendum per l’annessione,
Valle Castellana al voto entro marzo
Se vince il “sì” farà parte delle Marche

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE ha ritenuto legittima la richiesta di consultazione referendaria. Ora la palla passa al Ministero dell'Interno e al Consiglio dei ministri. Il comitato che conduce la battaglia da anni: «Occasione unica». Il consulente giuridico Buonfigli: «Passaggio fondamentale, giusto far esprimere gli abitanti»
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di Luca Capponi 

Valle Castellana fa un altro passo verso l’annessione alle Marche e, di conseguenza, verso la provincia di Ascoli. O meglio, è quello che sperano coloro i quali, ormai da anni, combattono una battaglia «che non è politica, ma basata su questioni pratiche, logiche e di comodità», riuniti nel comitato “Valle Castellana nelle Marche“. Passaggio fondamentale in tal senso si è avuto con il parere della Corte Suprema di Cassazione di Roma, che ha ritenuto legittima la richiesta di referendum sul quesito “Volete che il territorio del Comune di Valle Castellana (Te) sia separato dalla Regione Abruzzo per entrare a far parte integrante della Regione Marche?”.

Paradisi, Giovannini, Buonfigli e Capponi

E’ questa la domanda a cui, verosimilmente entro 6 mesi, i vallecastellanesi saranno chiamati a rispondere. Se il “sì” avrà la meglio tra gli aventi diritto, Valle Castellana entrerà nelle Marche. Il resto è l’avvocato Achille Buonfigli, consulente giuridico del comitato (presieduto da Biagio Caponi), a spiegarlo. «Si tratta di una pronuncia importantissima nell’ambito di una questione che va avanti dal lontano 1892, anno a cui risalgono i primi atti scritti sulla volontà di questa comunità -dice-. Mai, prima, si era arrivati alla possibilità di far esprimere gli abitanti. Dopo l’approvazione all’unanimità della proposta di referendum in Consiglio comunale, siamo a un altro momento di svolta. Ora la palla passa al Ministero dell’Interno ed al Consiglio dei ministri, che devono approvare, poi il presidente della Repubblica indirà la data della consultazione che dovrebbe avvenire entro marzo se tutto fila liscio. Si tratta ovviamente di tempistiche che possono subire variazioni o rallentamenti, ma ormai il dado è tratto, sarà la gente di Valle Castellana a decidere».

Valle Castellana

Sulla bontà del referendum, sono gli stessi esponenti del comitato a ribadire il concetto. «Non ce l’abbiamo con nessuno, il nostro è un discorso pratico, basato anzitutto sulle distanze: Ascoli è a soli 18 chilometri, mentre Teramo si trova a 40 chilometri -spiega il consigliere comunale delegato Giulio Giovannini-. Scuola, lavoro, servizi sanitari, trasporti, tutto qui è teso verso il capoluogo Piceno, anche per questioni economiche. E’ così da sempre. Basti pensare che la maggior parte delle persone residenti da noi sono nate ad Ascoli e non a Teramo e la quasi totalità frequenta le cento torri per studiare o lavorare. Riteniamo giusto e legittimo che ci si possa esprimere direttamente su una materia tanto delicata e sentita. I vantaggi, ribadisco, sarebbero numerosi per noi ma anche per Ascoli, le Marche i comuni confinanti, per le tante azioni che si potrebbero realizzare insieme, penso ad esempio alla zona di Monte Piselli. Abbiamo trovato porte aperte e segnali positivi, altrimenti non saremmo andati avanti».

Strade, un problema da risolvere. Qui il tratto della strada principale che sale da Ascoli, poco prima della frazione Cesano

Valle Castellana ha un territorio vasto, 132 chilometri quadrati, per 1.200 abitanti (di cui 950 aventi diritto al voto) distribuiti nelle tante frazioni; luoghi spettacolari di una montagna ancora per lo più incontaminata. Ma che negli anni è stata dimenticata. Le condizioni delle infrastrutture principali e secondarie, la prima cosa che balza all’occhio, sono davvero allarmanti. La Provincia di Teramo ha iniziato a intervenire per aggiustare le malmesse strade, probabilmente però fuori tempo massimo. Tanti poi sono i problemi causati, anche qui, dal terremoto del 2016 e dalla grande nevicata del gennaio 2017.

Il legame con Ascoli è forte pure a livello geografico, storico e culturale. Di esempi ce ne sono a iosa. Un noto adagio dice: “A Valle Castellana anche l’acqua va verso Ascoli” riferendosi al corso del fiume Castellano. «Senza contare che Valle Castellana fa parte della circoscrizione del Tribunale e della Diocesi di Ascoli -ribadisce Buonfigli– Una volta le decisioni ed i confini si stabilivano con criteri molti semplici ma efficaci, oggi non è più così. Ricordo che durante l’ultima Quintana il sindaco D’Angelo ha sfilato in rappresentanza del Comune».
Quali sono, allora, le principali insidie di una tornata referendaria dall’esito apparentemente scontato? «L’astensionismo e la possibilità che non venga compresa appieno l’importanza del momento, anche perché l’eta media della popolazione è abbastanza alta -continua Giovannini, affiancato dal segretario del comitato Nazzareno Capponi e da Fernando Paradisi-. Poi ci sono le frazioni del versante Salinello che si sono mostrate titubanti. Nostro dovere sarà informare la popolazione, e far capire che un’occasione così non capita tutti i giorni. A tal proposito abbiamo commissionato uno studio ricco di dati capaci di gettare altra luce sulla vicenda».


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