Tutto il territorio, dieci anni fa – era sabato 19 settembre 2009 – si mobilitava per la “Marcia per il lavoro del Piceno”. Fu una grande manifestazione per segnalare la crisi industriale e chiedere al Governo il rilancio. La situazione è sicuramente peggiore per le donne, che hanno poche possibilità, di raggiungere il requisito dei 35 anni contributivi, per la cosiddetta “Opzione donna”.
Fu un evento che vedeva tutto il territorio unito per segnalare soprattutto la crisi del settore economico industriale privato. In quell’occasione furono organizzati due cortei, con partenza rispettivamente da Ascoli e San Benedetto e arrivi entrambi a Spinetoli. Aderirono la Regione Marche, la Provincia, i Comuni del Piceno, le associazioni che rappresentavano il mondo delle imprese artigiane e commerciali, le cooperative, lavoratrici, lavoratori e semplici cittadini. L’intera comunità si mobilitò, per portare all’attenzione del Governo, la crisi del Piceno e per chiedere “risorse per un nuovo modello di sviluppo e per affrontare il rilancio del territorio dal mare ai monti”. Molti politici promisero di intervenire per migliorare la situazione.
Lo ricorda, oggi, a distanza di un decennio, “Disoccupati Piceni”. Che dice: «Parecchi di noi, oggi disoccupati, nel 2009 ancora avevano un lavoro. La situazione eonomico-sociale attuale è totalmente cambiata, numerose grandi e piccole aziende nel frattempo hanno chiuso. Il disagio economico nel Piceno è iniziato prima ancora del terremoto del 2016. L’attenzione della politica è minima e molti cittadini, ora senza un’occupazione, rasentano la povertà. Sta iniziando a prevalere indifferenza e ipocrisia – incalzano – e una parte della nostra comunità finge di non vedere le difficoltà di molte famiglie. Precarietà e disoccupazione dovrebbero essere prioritarie nelle agende dei nostri rappresentanti, sia nazionali che a livello europeo, perché i disoccupati e i precari che hanno più di 50 anni vengono considerati obsoleti per l’industria privata e giovani per la pensione. In una parola: invisibili».
«La situazione – continuano – è sicuramente peggiore per le donne che hanno poche possibilità di raggiungere il requisito dei 35 anni contributivi per raggiungere la pensione. Sono tematiche che devono trovare una rapida soluzione, ma serve una nuova sinergia con i nostri rappresentanti politici quantomeno per attirare nuove risorse, altrimenti la situazione non può che peggiorare. Noi – la conclusione di Disoccupati Piceni – siamo sempre a disposizione per dare soluzioni: basta telefonarci o inviare un messaggio whatsapp al 334.7555410».

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