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La crisi del lavoro
Whirlpool Comunanza,
inizia la protesta dei lavoratori:
domani Sit-in davanti ai cancelli

COMUNANZA - Confermata l’adesione dei dipendenti piceni alla protesta nazionale stabilita a Roma dalle sigle riunite Fim, Fiom e Uilm nel Coordinamento di giovedì 19 settembre, in concomitanza con tutti i siti produttivi italiani e contro la decisione dell’azienda di vendere Napoli. Non si rispetterà invece a Comunanza il fermo collettivo programmato per il 30 settembre. Nel corso della riunione tra Rsu e dirigenti di Villa Pera, sono stati confermati gli obiettivi strategici a cominciare dall’introduzione della piattaforma built

di Maria Nerina Galiè

L’incontro al Ministero allo sviluppo economico del 17 settembre, atteso per discutere delle sorti dello stabilimento Whirlpool di Napoli, si è rivelato una presa d’atto sulla decisione di venderlo alla società svizzera Passive Refrigeration Solutions (PRS) il 31 ottobre. Sebbene l’azienda venditrice, confortata da quella acquirente, abbia chiaramente detto che i 410 posti di lavoro non saranno toccati, due giorni dopo, giovedì 19, il Coordinamento sindacale nazionale ha proclamato lo stato di agitazioni con mobilitazioni previste in tutti i siti italiani. All’incontro di giovedì c’erano anche le Rsu dello stabilimento di Comunanza per nulla intenzionate di restare in disparte. Domani, 25 settembre, anche a Villa Pera si incroceranno le braccia per 8 ore iniziando con un sit in prima delle 6, campanella del primo turno.

Uno dei tanti tavoli che si sono tenuti al Mise

Il 30 settembre invece, giorno di fermo collettivo, si lavorerà. Possibili altre iniziative verranno prese in attesa della manifestazione nazionale, in programma a Roma per il 4 ottobre, come stabilito dalle sigle riunite Fim, Fiom e Uilm.  Alla base della decisione presa dalla riunione di ieri, 23 settembre, tra sindacalisti e dirigenti del plant piceno, ci sono la solidarietà con i colleghi di Napoli ma anche la preoccupazione che le “promesse” sottoscritte su un atto che sapeva di speranza e vittoria, possano essere disattese con poco, se non vengono centrati gli obiettivi di mercato, vero regolatore dei processi produttivi. A Comunanza, in ogni caso, sono state confermate le azioni volte al rilancio e che la vedono polo dell’incasso con il reshoring dalla Polonia e l’attivazione della nuova piattaforma built, per un modello di lavasciuga da 8-9 chili.

Nel piano aziendale si prevedeva che la lavatrice alto di gamma dovesse andare a Napoli. Ora sul questo fronte regna l’incertezza. Di buono c’è anche che nel mese di ottobre non sono previsti altri fermi collettivi. Quelli dei turni sembrano per il momento scongiurati dalla drastica diminuzione dell’organico, dovuto all’esodo incentivato di 85 lavoratori a partire  dal 1 luglio.

Crisi Whirlpool, proclamato lo stato di agitazione contro la vendita di Napoli

 

Whirlpool vende lo stabilimento di Napoli Bocche cucite sulla sorte degli altri siti

 


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