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“Arquata Potest” rilancia:
«Gli sfregi alla montagna ferita
non ci fermeranno»

L'ASSOCIAZIONE ha sporto denuncia contro ignoti dopo l'ennesimo atto vandalico alla segnaletica donata dal Comitato Sisma Centro Italia. Anni di fatica e sudore hanno riportato in vita tanti tracciati a rischio oblio. «Non abbiamo idea di chi possa essere, ma continueremo a lavorare. Si tratta di un danno per tutta la comunità»

La rete di sentieri recuperata da Arquata Potest

di Luca Capponi

Un atto vandalico che è uno sfregio per tutti. E non si dica che trattasi di gesto di poco conto. Laddove si cerca di aiutare un territorio in difficoltà, infatti, anche il posizionare un semplice cartello in legno tra i sentieri della montagna ha grande valore. Soprattutto dopo anni di lavoro sul campo, ripulitura dei percorsi, giornate passate a lavorare in maniera gratuita, sudore e voglia di ripartire.

Prima e dopo l’infimo atto vandalico

Ma i ragazzi di Arquata Potest non si scoraggiano. E ci tengono a ribadire: «Ciò che non uccide fortifica». Loro lo sanno bene, dopo avere attraversato una delle tragedie più grandi che la storia d’Italia ricordi, quel terremoto che qui ha portato via vite innocenti e tirato giù case.
E’ già la seconda volta che nello stesso punto qualcuno mette in evidenza la propria bassezza umana; ad agosto fu rimosso il paletto segnaletico tra Colle e Spelonga (poi riposizionato), oggi è stata portata via una delle due frecce, peraltro fissata al palo con fermezza da grandi chiodi.

«Sono i cartelli informativi installati lungo il tracciato e lungo gli altri sentieri recuperati nel corso del tempo da incuria e abbandono -ricordano i membri dell’associazione-. La segnaletica (frecce, pannelli e pali) è stata donata dal Comitato Sisma Centro Italia, ente che ha raccolto una serie di donazioni di privati all’indomani del sisma. Si tratta di un atto becero che fa male a tutta la comunità».

I ragazzi al lavoro

Di certo c’è che “Arquata Potest” non si fermerà davanti a questo, dopo avere sporto regolare denuncia contro ignoti. «Andremo avanti con altre installazioni, a primavera verrà posizionata una seconda tranche di segnaletica -è la prosecuzione-. Ovviamente al posto del segnale rimosso ne verrà rimesso uno identico. Amplieremo anche la rete sentieristica ed abbiamo in mente altre iniziative volte a far crescere la presenza di turisti e frequentatori della montagna. Non abbiamo idea di chi possa aver compiuto un atto del genere né dei motivi che ci sono alla base. Forse a qualcuno non piace il modo in cui ci prendiamo cura ci questi luoghi, anche se sappiamo che in molti ci sostengono e sono altro nostro fianco. Ad ogni modo, continueremo a lavorare senza perderci d’animo».
Non a caso tra qualche giorno ci saranno tre eventi a tema. Il 6 ottobre l’escursione organizzata dal Cai di Ascoli lungo i sentieri recuperati proprio da Arquata Potest, una rete che è consultabile sul sito Internet dell’associazione. Il 27 ottobre altra iniziativa escursionistica da Trisungo in occasione della sagra “Marrone che passione”, momento in cui verrà presentato pure il libro “Settecento arquatano” di Gabriele Lalli, edito dalla stessa associazione.

 

 


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