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Mister Paolo Montero:
«La fortuna aiuta gli audaci
e noi lo siamo sempre»

SERIE C - «Siamo stati una squadraccia cinica nel senso positivo della parola e che ha saputo soffrire trovando i gol al momento giusto». Miceli: «Si deve restare umili, compatti e sereni. Nella ripresa potevamo fare meglio». La grande festa dei mille tifosi al "Manuzzi"
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di Benedetto Marinangeli

Nel giorno dei festeggiamenti del Santo Patrono, la Samb viola per la prima volta il “Dino Manuzzi” di Cesena portando così a tre la serie di successi utili consecutivi. Nell’ impianto romagnolo, infatti la formazione rossoblù era riuscita a pareggiare solo due volte (in B nelle stagione 1977-1978 e 1978-1979) per poi subire solo ed esclusivamente sconfitte. Oggi invece ecco questo largo successo che proietta Rapisarda & C. al terzo posto in classifica ad una lunghezza dalla Reggina ed a quattro dal Padova. Una prestazione eccellente sotto ogni punto di vista, ma Paolo Montero, giustamente mantiene un profilo basso.

«Diciamo – analizza – che è stato un tempo uno e che anche la fortuna in certe situazioni ci ha aiutato (due pali dei romagnoli, ndr). Però questa Samb ha saputo soffrire, trovando i gol al momento giusto. La fortuna aiuta gli audaci e noi lo siamo sempre. Abbiamo messo anche il pullman davanti la nostra porta ed il Cesena non è passato. Secondo me la formazione romagnola non merita la classifica che ha. Esprime sempre un calcio propositivo e così è stato anche in questa partita. A me piace giocare contro queste squadre perché sai di affrontare formazioni che se la giocano a viso aperto».

Montero continua così il suo commento. «Il nostro primo tempo è stato sicuramente migliore della ripresa. Abbiamo, infatti, chiuso situazioni importanti, bloccando i giocatori avversari  ed agendo bene sulla catena di sinistra. Nella ripresa, invece, abbiamo sofferto un po’ i nostri avversari con il Cesena che mi ha sorpreso in positivo. Siamo stati una squadraccia cinica  nel senso positivo della parola. In alcune partite abbiamo giocato benissimo raccogliendo poco o nulla. In altre meno bene portando però a casa i tre punti. Oggi abbiamo dimostrato di sapere giocare bene su tutti i campi. Questo è uno stadio da serie A ed anche io avrei voluto scendere in campo».

Una parata di Santurro al “Riviera” (Foto Cicchini)

Sull’espulsione di Santurro, questo il pensiero di Montero. «Non opino mai su queste decisioni anche perché non ho visto nulla. Una giocata che può anche capitare. Il terzo posto? Una bella sensazione, però il campionato è lunghissimo, la classifica è corta e ci sarà sempre da soffrire».

Prima rete stagionale per il centrale Mirco Miceli autore del terzo gol, quello che ha spento le velleità di rimonta del Cesena. «La ripresa – commenta – è stata veramente dura con i romagnoli che ci hanno messo sotto. Siamo stati  anche fortunati perché i nostri avversari hanno colpito un palo ed una traversa. Però ci siamo difesi bene portando a casa tre punti importanti. Sulla punizione del mio gol ho detto a Marco (Frediani, ndr), di mettere in mezzo un pallone morbido. Il Cesena difendeva a zona e per noi che ci inserivamo da dietro il compito era più agevole. E’ andata bene perché mi ha messo la palla sulla testa».

Miceli, torna poi a commentare la partita. «Abbiamo disputato una grande primo tempo, sfruttando le occasioni che abbiamo creato. Nella ripresa dovevamo invece fare meglio perché abbiamo subito il pressing del Cesena nei primi venti minuti. Ora abbiamo conquistato la terza vittoria consecutiva. Stiamo guadagnando in autostima ma non bisogna cullarsi sugli allori. Si deve restare umili, compatti, sereni e continuare a lavorare sodo. Domenica riceveremo la visita della Virtus Verona e sarà un’altra partita difficile contro un avversario ostico. L’espulsione di Santurro? Il nostro portiere era a terra per un fastidio alla gamba poi è nato un parapiglia e si è preso la seconda ammonizione. Colgo l’occasione per dedicare il mio gol e questa vittoria a nome di tutta la squadra al nostro magazziniere Nicola che on settimana ha perso il padre».

Grande la festa al termine dell’ incontro dei mille tifosi rossoblù che hanno seguito Rapisarda e compagni al “Manuzzi”. Un incitamento costante e impetuoso per tutti i novanta minuti. E poi la grande festa al fischio finale. Un pomeriggio da incorniciare.

 


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