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Il personale per l’Emergenza
Il d.g. Milani: «E’ difficile reperirlo,
ma ce la mettiamo tutta»

SAN BENEDETTO - L’anticipazione, da parte della stampa, della notizia che fra pochi mesi ben sei medici del Pronto Soccorso vanno via, ha avuto l’effetto di ricompattare tutto il personale a difesa dell’ospedale e della loro professionalità. Lo hanno ribadito durante una conferenza che ha visto schierati i vertici di Area Vasta 5
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Maria Rosa La Rocca, Tiziana Principi, Diana Sansoni, Cesare Milani, Giuseppina Petrelli, Massimo Esposito

di Epifanio Pierantozzi

Premesso che Area Vasta 5 dovrebbe ringraziare stampa e siti poiché i loro articoli – che anticipavano l’esodo di medici dal Pronto Soccorso del “Madonna del Soccorso” al vicino Abruzzo – hanno permesso di compattare tutto il personale ospedaliero, a difesa delle loro professionalità e capacità, ecco cosa è stato detto questa mattina in conferenza stampa, presenti i vertici della Sanità pubblica picena.

MILANI – «Quello di San Benedetto è tra i migliori Pronto Soccorso delle Marche, ma non ci possiamo permettere questo allarmismo – spiega subito il direttore generale Cesare Milani – che sia difficile reperire personale per la sanità pubblica, e l’unità di Emergenza in particolare, è un fatto nazionale. Però è anche vero che da metà ottobre 2017 e oggi abbiamo pubblicato ben 13 avvisi pubblici per reperire personale. Per questo dico che non ci possiamo permettere di destabilizzare personale e utenti. Per i problemi di sicurezza abbiamo inoltre potenziato il controllo in Ps, con videosorveglianza e controllo notturno. Vorrei rispondere al consigliere comunale (allude a Rosaria Falco, che scrive a nome del Comitato “Salviamo il Madonna del Soccorso”, ndr), ma francamente non so che dire davanti a certe domande, tra le quali i turni del primario di Emergenza. Questi non sono tenuti a fare i turni».

PETRELLI – Il dirigente Giuseppina Petrelli: «I Pronto Soccorso sono in difficoltà in tutt’Italia. Mancano duemila medici, ovvero il 23% del fabbisogno. Qui siamo più colpiti poiché, dopo anni di commissariamento, l’Abruzzo è tornato ad assumere, e i medici che avevano trovato posto da noi tornano a casa. Faccio notare come Medicina d’Urgenza faccia parte del Pronto Soccorso, e io sono sempre in servizio o reperibile al telefono. Ricordo come dal 24 al 31 dicembre scorso sono stata di servizio per coprire i turni, e sono ben oltre l’orario di servizio. Ho avuto solidarietà da tutti i colleghi primari. Non mi difendo io, ma difendo con orgoglio il personale sempre presente nei momenti di difficoltà, reali o create. Difendo il nostro modello organizzativo, da mantenere. Aspettiamo proposte e mi sento forte di questo Pronto Soccorso secondo, nelle Marche, solo al Torrette. Se saremo meno respingenti verso questo modello e questa cultura sono sicura che i dottori sceglieranno San Benedetto».

PRINCIPI – Tiziana Principi, direttore del Dipartimento di Emergenza di Ascoli e San Benedetto fa delle precisazioni sul caso degli specializzandi. «Questi sono sempre affiancati da un tutor, ovvero un dottore, e pertanto non sono certo lasciati da soli con i pazienti. O non ci siamo spiegati bene o non è stato capito il problema, ma certo è che averli a fianco fin da subito ci permetterà, una volta terminato il loro corso di preparazione (parliamo di studenti al V anno di Medicina, ndr), di assumerli. Questo poiché in Regione ce ne sono 10 che presto potranno entrare a far parte del personale ospedaliero». Infine la Principi difende la professionalità dei medici che al Pronto Soccorso seguono solo codici bianchi e verdi. Cosa che nessuno ha messo in dubbio, poiché a questi ultimi manca solo l’abilitazione, non certo la professionalità.

LA ROCCA – Infine Maria Rosa La Rocca, dirigente infermieristico delle professioni dell’Area Vasta 5, ovvero la responsabile dell’organizzazione del personale infermieristico e OSS (Operatori socio sanitari, nonché  tutti i coordinatori dei reparti e servizi. «Faccio presente come, dal 2017 a oggi, al Pronto Soccorso di San Benedetto siamo passati da 36 a 39 infermieri, in inverno, e 42 in estate. Da giugno a settembre, inoltre, gli infermieri hanno fatto ben seimila ore di straordinari, e di questi circa 1.500 al Pronto Soccorso. Da dire come, fino al 2017, nei pronto soccorso c’era molto personale a tempo determinato. Ovvero, quando scadevano i contratti andavano via e così si perdeva la loro professionalità. Ora a San Benedetto sono tutti a tempo indeterminato e ad Ascoli ci stiamo arrivando».


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