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La morte di Carla Benigni,
le testimonianze degli elettricisti
non sciolgono i dubbi sul decesso

ASCOLI - Altra udienza fiume per la tragica scomparsa della giovane madre di Castignano deceduta il 14 agosto del 2015 di fronte alla sua casa nel centro storico. Il processo è stato aggiornato al 5 marzo quando saranno ascoltati i tecnici dell'Enel

Altra udienza-fiume per la tragica morte di Carla Benigni, la giovane madre di Castignano fulminata da una scossa elettrica il 14 agosto del 2015 davanti alla porta di casa. A processo (leggi l’articolo) sono finiti il direttore dei lavori di ristrutturazione di una casa del centro storico, il titolare dell’impresa edile e la proprietaria dell’immobile (leggi l’articolo) difesi, tra gli altri, dagli avvocati Giuseppe Falciani e Mauro Gionni.

Castignano

Oggi pomeriggio si è tornati in aula a distanza di poco più di un mese (leggi l’articolo) da quando erano stati ascoltati i Carabinieri e i familiari della vittima. Questa volta sul banco dei testimoni, di fronte al giudice Di Battista, sono saliti alcuni elettricisti chiamati a fare i rilievi sui ponteggi ed in particolare sul discendente da cui, secondo l’accusa, sarebbe arrivata la scossa. Tuttavia dalle loro parole non è ancora emerso un quadro di certezze anche perché il sopralluogo si svolse due giorni dopo il decesso e perché non era stato misurato l’amperaggio presente sul discendente. Per questo motivo potrebbe essere fondamentale la testimonianza dei tecnici dell’Enel che intervennero dopo la tragedia e che saranno ascoltati nella prossima udienza in programma il 5 marzo 2020. Sarebbe stato appurato invece che la piscinetta da bambini si trovava lontano dal luogo della morte, mentre alcuni dubbi restano ancora sul cavo elettrico nero rinvenuto spezzato.

rp


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