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Il treno non ferma più a San Benedetto,
la preoccupazione dei pendolari

PICENO - La voce di chi ogni mattina si reca al lavoro o sul luogo di studi: «Prendiamo atto dei cambiamenti disposti alla viabilità ferroviaria adriatica a partire dal 15 dicembre, nel totale silenzio della politica. Urge una trattativa tempestiva tra Regione Marche e Trenitalia»

«Prendiamo atto dei cambiamenti disposti alla viabilità ferroviaria adriatica a partire dal 15 dicembre e si fa portavoce delle crescenti preoccupazioni tra i pendolari marchigiani. Con rammarico ci troviamo davanti al totale silenzio della politica, incapace ad oggi di fornire risposte chiare ai pendolari residenti nel territorio regionale. Siamo preoccupati per la soppressione della fermata di San Benedetto del Tronto dai treni a lunga percorrenza con riferimento in particolare ai treni utilizzati per andare a lavorare la mattina».

La stazione di San Benedetto

Si apre così la nota del Comitato per i Pendolari delle Marche, preoccupato per la situazione inerente il trasporto ferroviario in regione. «Vogliamo innanzitutto ringraziare il vicepresidente dell’Emilia Romagna Raffaele Donini per aver aver dato voce ai disagi dei pendolari nei giorni scorsi e per essersi speso per il celere ripristino delle fermate di Cesena, Forlí e Faenza dei principali treni mattutini utilizzati anche dai pendolari marchigiani che lavorano quotidianamente in Emilia Romagna -è la prosecuzione-. Esprimiamo altresì forte preoccupazione circa il futuro incerto della messa a disposizione da parte di Trenitalia della Carta Tutto Treno in uso attualmente, a pagamento, ai pendolari marchigiani. Si ricorda che tale carta costituisce ad oggi l’unica soluzione in grado di consentire ai pendolari per recarsi sui luoghi di lavoro e tornare a casa nonché unica soluzione per limitare i gravi disagi che diversamente subirebbero, con particolare riferimento ai costi esorbitanti degli abbonamenti multipli che diversamente dovrebbero essere sottoscritti e infine consentire ragionevoli tempistiche di viaggio».
«Sottolineamo la necessità di una trattativa tempestiva tra Regione Marche e Trenitalia, che sia volta a tutelare l’interesse di tutti i viaggiatori marchigiani, ivi compresi i pendolari che da sempre si sono dovuti adeguare a tutti i cambiamenti sopraggiunti. Rinnoviamo ancora una volta la nostra disponibilità a qualsiasi confronto affinché si elimini la distanza tra i problemi reali e problemi percepiti dei pendolari marchigiani».
«Abbiamo predisposto alcune proposte migliorative dei servizi che tengano conto delle esigenze di tutte le parti coinvolte. Oltre a gravi violazioni dei diritti dei pendolari, ogni mutamento alle condizioni di accesso ai treni comporterà una sensibile differenziazione nell’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi al treno, con inevitabili ripercussioni in tema di sicurezza dei trasporti, sostenibilità ambientale e connessione della rete nel suo complesso. Ciò aggraverebbe inoltre la già precaria situazione di tutta la mobilità lungo la costa adriatica marchigiana, come già ampiamente lamentato anche da molti enti comunali, provinciali ed associazioni di categoria. Come ribadito in quest’ultimo anno, riteniamo che sia doveroso affrontare il tema del pendolarismo in un’ottica sovraregionale, anche alla luce della posizione geografica delle Marche, è importanti che questi temi siano effettivamente all’ordine del giorno delle Regioni e del Paese».

 


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