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Legambiente, progetto “Ecco”
sull’economia circolare

GROTTAMMARE - Diminuire la produzione di rifiuti e incentivare i cittadini ad adottare stili di vita sostenibili, formare i giovani verso i green jobs e stimolare l’imprenditoria giovanile nel settore dell’economia circolare. Il tutto dando alle attività una forte valenza di carattere sociale grazie al coinvolgimento di persone socialmente deboli e coinvolgendo disoccupati e neet.

Diminuire la produzione di rifiuti e incentivare i cittadini ad adottare stili di vita sostenibili, formare i giovani verso i green jobs e stimolare l’imprenditoria giovanile nel settore dell’economia circolare. Il tutto dando alle attività una forte valenza di carattere sociale grazie al coinvolgimento di persone socialmente deboli e coinvolgendo disoccupati e neet. È l’obiettivo del progetto Ecco (Economie Circolari di Comunità), coordinato da Legambiente e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali della durata di 18 mesi.

Grottammare sarà fra i 13 Ri-hub prescelti in tutti Italia. Si tratta dei poli di “cambiamento territoriale” che coinvolgeranno cittadini, insegnanti, studenti e rappresentanti di associazioni e istituzioni in attività di educazione alla sostenibilità e di promozione dei principi dell’economia circolare, oltre che di formazione diretta all’attivazione di filiere economiche sostenibili. A gestire le attività saranno i Ri-hubber, giovani selezionati da Legambiente e formati a Campi Bisenzio in una quattro giorni che ha accompagnato il Festival dell’Economia civile. I Ri-Hub saranno dislocati in altre 12 regioni italiane: Torino (Piemonte); Milano (Lombardia); Vicenza e San Stino di Livenza (Veneto); Gemona (Friuli Venezia Giulia); Bologna (Emilia Romagna); Campi Bisenzio (Toscana); Roma (Lazio); Pescara (Abruzzo); Succivo (Campania); Potenza (Basilicata); Maruggio (Puglia) e Palermo (Sicilia).

Alla base del progetto le nuove direttive europee in materia di economia circolare e gli incoraggianti dati in termini di fatturato ed occupazione del settore. In Italia oggi l’economia circolare vale 88 miliardi di euro di fatturato ed impiega circa 575.000 lavoratori, in particolare tra i giovani. L’Unione europea con il pacchetto di direttive, con annessi investimenti, punta sull’economia circolare per raggiungere i target di riciclo (fino al 65% per i rifiuti solidi urbani e il 70% degli imballaggi entro il 2035). Inoltre dall’economia circolare si attendono risparmi per le imprese (600 miliardi ogni anno), nuova occupazione (da 500.000 a un milione di nuovi posti di lavoro) e benefici per qualità dell’ambiente (tra il 2% e il 4% del taglio delle emissioni di gas serra). Nonostante questi cambiamenti di tipo normativo la promozione dei processi di riuso e riutilizzo dei beni non ha ancora trovato riscontro nelle politiche pubbliche né nelle pianificazioni regionali.


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