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Tanti applausi per la Turandot,
a gennaio Carmen
Ventidio esaurito, Pizzi e coro su tutti

ASCOLI - Il pubblico ascolano sembra aver ritrovato l'entusiasmo per la lirica. La terza opera in cartellone, a marzo, è l'Italiana in Algeri. L'assessore Donatella Ferretti collega la principessa di ghiaccio alla "Giornata internazionale contro la violenza sulle donne"

Foto di Andrea Vagnoni

Teatro Ventidio Basso esaurito e tanti convinti applausi finali, sabato sera, per la Turandot firmata da Pier Luigi Pizzi. Così come avvenuto nell’anteprima giovani del giovedì precedente, il primo spettacolo della stagione 2019-2020 della Fondazione Rete Lirica delle Marche ha fatto il pieno di spettatori segnando una confortante inversione di tendenza rispetto agli ultimi appuntamenti  lirici.

Il tenore Cesare Catani, un Imperatore molto autorevole

Di fortissimo impatto visivo, piacere per gli occhi, questa rossa Turandot ha catturato dall’inizio alla fine l’attenzione dello spettatore coinvolgendolo nel dispiegamento della fiabesca vicenda che è risultata decisamente più umana. Come un film. Pier Luigi Pizzi, a cui si devono regia, scene, costumi e luci, ha compiuto l’ennesimo capolavoro lavorando su uno storico allestimento dello Sferisterio di Macerata. Auguriamoci che la Fondazione Rete Lirica delle Marche continui a lasciare mano libera a questo genio incantantore della scena. Buona prestazione, complessivamente, del casto. Un po’ debole, però, la prestazione del tenore Francesco Pio Galasso nel ruolo del principe ignoto (Calaf). Così come nell’anteprima, non non ha dimostrato sicurezza. A chiusura del sipario il pubblico ha riservato più applausi di tutti  al soprano Maria Laura Iacobellis che è stata una Liù molto efficace con una linea di canto morbida e intensa. Molto positivo il ritorno alle scene del tenore ascolano Cesare Catani, autorevolissimo Imperatore Altoum. Il soprano Tiziana Caruso è ornai una principessa Turandot collaudata.

La prestazione più bella in questa produzione, a parte gli effetti straordinari ottenuti dal maestro Pier Luigi Pizzi, è stata certamente quella del Coro del Teatro Ventidio Basso ancora una volta super. Davvero protagonista della scena per qualità vocali, melange di colori, movimenti e costumi.

La fiaba della principessa di ghiaccio ha avuto una rappresentazione molto attraente. L’ha caricata di ulteriore significato, con un appropriato collegamento alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’assessore comunale alla Cultura Donatella Ferretti che, commentando positivamente la recita, ha detto: «Splendida e fiera Turandot, che porta nel cuore una ferita che è quella che grava su tutte le donne, la violenza perpetrata sulla sua ava. Rifiuta l’amore per vendicarla e così vendicare ogni donna. Solo l’uomo che le dimostrerà non solo passione ma anche intelligenza e generosità farà crollare le sue barriere e avrà il suo cuore. Il 25 novembre lo celebriamo anche così». Alla recita di sabato erano presenti il direttore artistico della Rete lirica Alessio Vlad e il direttore della stessa Rete Luciano Messi.

La stagione della Fondazione Rete Lirica delle Marche proseguirà con Carmen di Georges Bizet, uno dei titoli più rappresentati nei teatri di tutto il mondo, firmata dal regista Paul-Émile Fourny, frutto di una coproduzione internazionale tra la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi e l’Opéra-Théâtre de Metz Métropole e quindi la Rete Lirica delle Marche. Sul podio, per una delle opere più femminili che ci siano, la giovane e affermata Beatrice Venezi, toscana, trentenne, celebre  anche per non indossare sul podio il frac ma elegantissimi abiti da sera che ne esaltano la femminilità. Carmen sarà in scena al Teatro della Fortuna di Fano sabato 25 gennaio 2020 (anteprima giovedì 23 gennaio) per poi proseguire ad Ascoli il primo febbraio (anteprima il 30 gennaio) e Fermo l’8 febbraio (anteprima il 6 febbraio). Nel ruolo del titolo il mezzosoprano canadese Mireille Lebel al suo debutto in Italia, mentre il tenore Enrico Casari sarà per la prima volta Don José. Nel ruolo del toreador Escamillo e in quello di Micaëla altri due giovani talenti come Pietro Di Bianco e Anna Bordignon.

Terzo e ultimo titolo sarà “L’italiana in Algeri” di Gioachino Rossini. Per questa produzione della Rete Lirica realizzata in collaborazione con il Rossini Opera Festival, la regia è affidata a un’artista in ascesa del teatro italiano, Cecilia Ligorio, già apprezzata in teatri di rilievo come il Maggio Musicale Fiorentino, La Fenice o il Festival della Valle d’Itria e al Lauro Rossi di Macerata, mentre sul podio ci sarà l’energia e la brillantezza di un astro emergente come Vincenzo Milletarì, già allievo di maestri come Riccardo Muti e Fabio Luisi. Sarà il Teatro della Fortuna di Fano ad aprire il sipario su questa produzione il 7 marzo (anteprima il 5 marzo), poi ci si sposterà al Teatro dell’Aquila di Fermo sabato 21 marzo (anteprima il 19 marzo), quindi al Teatro Ventidio Basso di Ascoli il 28 marzo (anteprima il 26 marzo). Il cast sarà composto da giovani voci provenienti dall’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda” di Pesaro. Fattesi notare nei teatri di tutta Europa, come Nicolò Donini (Mustafà), Matteo Roma (Lindoro), Laura Verrecchia (Isabella), Giorgia Paci (Elvira), Anastasia Medvedeva (Zulma), Pablo Galvèz (Haly) e Peter Sokolov (Taddeo).


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