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Uccise la zia in un raptus,
la Procura fa appello

ASCOLI - Secondo il ricorso, Virgilio Cataldi, che è stato riconosciuto incapace di intendere e di volere al momento del fatto, deve rimanere almeno 5 anni in una struttura protetta e non due come disposto dalla sentenza di primo grado

E’ in programma domani ad Ancona, mercoledì 27 novembre, l’udienza del processo di Appello nei confronti dell’ascolano Virgilio Cataldi che il 16 settembre del 2017 uccise la zia Irma Giorgi in preda ad un raptus.

Virgilio Cataldi

In primo grado, il giovane fu riconosciuto incapace di intendere e di volere al momento dell’omicidio (leggi l’articolo). Il giudice De Angelis dispose la permanenza di Cataldi, difeso dall’avvocato sambenedettese Silvio Venieri, per due anni in una struttura protetta (Rems). Secondo il ricorso della Procura generale, invece, la pena minima, relativa alla permanenza nella struttura protetta, non poteva andare sotto il minimo di 5 anni. Toccherà ora ai giudici di secondo grado confermare o rettificare il giudizio di primo grado.

rp


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