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Trenitalia, amara lettera-sfogo
di una “italiana delusa”

ASCOLI - La disavventura di una disabile ascolana che doveva recarsi in treno a Milano per una visita medica, rimasta bloccata tre ore, al freddo e in piedi, alla stazione di Ancona

La stazione di Ancona

Lettera aperta dell’ascolana S.P. che sbotta contro Trenitalia dopo la disavventura che le è capitata dovendosi recare, in treno, da Ascoli a Milano. Lo fa con una lettera aperta in cui si definisce “un’italiana delusa”.

«Mi trovo a scrivere questa lettera – dice – per il pessimo servizio trovato in particolar modo in quella di Ancona. Per problemi di salute, in quanto disabile, io e mio marito abbiamo usufruito del servizio di Trenitalia per recarci a Milano per una visita specialistica. Dovendo partire di notte da Ascoli, la mia città, alla stazione di Ancona abbiamo dovuto attendere per prendere la coincidenza. Un’attesa di quasi quattro ore, dalle 22,30 alle 3,10. Ma qui – aggiunge – abbiamo trovato la stazione chiusa, i bagni chiusi, il bar e il ristorante chiusi. Abbiamo aspettato, al freddo e in piedi, nella sala dei terminal. Da italiana che paga le tasse mi aspetto un po’ più di rispetto dei miei diritti. Di doveri ne abbiamo tanti, ma di diritti ne abbiamo davvero pochi, a volte vicino allo zero».


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