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“La fortezza nascosta”,
uno dei film più belli
di Akira Kurosawa

GROTTAMMARE - «Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia ariostesca. E' l’avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino». Questa la proposta per giovedì 5 dicembre di "Cinelocomozioni" a cura dell'associazione Blow-Up

“La fortezza nascosta” (Giappone, 1958), uno dei film più belli del grande regista giapponese Akira Kurosawa. Questa la proposta per il decimo appuntamento della venticinquesima stagione dell’associazione Blow-Up, intitolata “Cinelocomozioni” e dedicata al viaggio, la più grande avventura dell’umanità. L’appuntamento è per giovedì 5 dicemmbre, ore 21,15, presso l’Ospitale, Casa delle Associazioni, a Grottammare Alta.

IL FILM –  Il critico Morando Morandini ha affermato: «Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia ariostesca. E’ l’avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino». La storia è ambientata nel Giappone feudale, nel regno Akizuki, dove la guerra civile tra i vari clan che controllano vaste porzioni di territorio è l’unico orizzonte per ogni uomo e donna che calchi quelle terre. Da questo contesto nasce il viaggio che i protagonisti compiono per raggiungere la loro meta. «Girato con estrema ironia e leggerezza, questo film è una piccola grande perla nella cinematografia del maestro nipponico. Il senso della teatralità di Kurosawa prorompe in scene dalla bellezza fulminante come la scena del combattimento con le lance» o quella meravigliosa della danza del fuoco. «La Fortezza Nascosta è un film capitale nell’evoluzione estetica del cinema di Akira Kurosawa poiché segna l’avvento di un nuovo peculiare aspetto amalgamato al genere Jidai-geki (dramma storico): il picaresco. Le grandi e nobili passioni dei Samurai vengono in questo modo contaminate da elementi grotteschi e comici che tuttavia non ne inficiano affatto l’aura di aulica grandezza ma ne ratificano al contrario la dimensione letteraria, il piano mitopoietico».


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