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“Processione dell’anno vecchio”,
tutto pronto per l’addio al 2019

APPIGNANO DEL TRONTO - Torna la tradizionale rievocazione che il 30 e 31 dicembre festeggia in maniera sui generis il Capodanno: veglia, corteo funebre e un grande fuoco in piazza, tra personaggi surreali, teatro di strada e spettacoli pirotecnici

di Luca Capponi 

La tradizione si rinnova. Il 2019 è pronto ad andarsene. Nel fuoco che arde. L’appuntamento è per il 30 e 31 dicembre in quel di Appignano con la rievocazione, unica nel suo genere, che mescola folklore, leggenda e storia. “La processione dell’anno vecchio” è ormai un must non solo da queste parti; negli ultimi tempi infatti, anche grazie ai social, la sua popolarità è cresciuta anche oltre i confini marchigiani e, in prossimità del San Silvestro, sono migliaia le persone che giungono in loco per assistere a un evento davvero particolare.

Un momento dell’evento appignanese

Lungo la due giorni organizzata dalla Pro Loco, infatti, ci si prepara in maniera caratteristica a celebrare le esequie dell’anno agli sgoccioli e a festeggiare l’arrivo di quello nuovo. Il tutto attraverso teatro di strada, cibo, musica, fuochi e…un corteo funebre.
Il programma ricalca sostanzialmente quello rodato, nello sfondo naturale del centro storico; si comincia il 30 dicembre con la “cena della veglia” (ore 20), poi lo spettacolo pirotecnico della Alessi Fireworks (ore 21,30), lo spettacolo della deposizione a cura della compagnia Teatro del Ramino (ore 21,45), l’apertura del “vicolo del pianto” e, alle 23, “Funerea”, la festa più triste dell’anno con galateo funebre e ingresso gratuito.
Il giorno successivo, 31 dicembre, il clou: alle 19,30 il “cenone dei parenti stretti”, poi la partenza del corteo funebre (con tanti personaggi grotteschi ricreati appositamente per l’occasione, i mesi dell’anno e una bara per il 2019) fissata per le 22,45 e l’arrivo in piazza Umberto I alle 23, con la rappresentazione battaglia Marduk-Tiamat e l’accensione del fuoco, seguito ancora dello spettacolo della Alessi (a mezzanotte) e dalla festa “Funerea” (all’una).

 

 


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