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Una nuova tavola
coi nomi dei sindaci di Ascoli
perché l’attuale
«è inadeguata al prestigio della città»

ASCOLI - Il Comune rifà il look alla pergamena. Tra le motivazioni addotte nel provvedimento amministrativo anche quella di «conferire la solennità e l’importanza che merita all’Amministrazione comunale, tramandando i nomi di chi ha fatto la storia della città negli anni passati e in quelli a venire». Intervento affidato a una ditta di Recanati

Palazzo Arengo, sede del Comune

di Adriano Cespi

Una nuova pergamena per «conferire il giusto prestigio, la solennità e l’importanza che merita all’Amministrazione comunale, tramandando i nomi di chi ha fatto la storia della città negli anni passati ed in quelli a venire». Una tavola tutta nuova, quella coi nomi dei sindaci, perché l’attuale, «collocata presso la segreteria del sindaco del Comune di Ascoli Piceno, risulta inadeguata al prestigio della città». E’ quanto si legge nella determinazione dirigenziale, a firma del nuovo segretario comunale, Vincenzo Pecoraro, del 3 dicembre scorso. Un provvedimento attraverso il quale, almeno leggendo le motivazioni addotte, l’amministrazione vorrebbe trasmettere spessore e autorevolezza all’organo politico-amministrativo della città. E, quindi rinnovato credito al capoluogo Piceno. 1.159 euro, iva inclusa, il costo dell’opera affidata ad una ditta di Recanati «che si dedica all’elaborazione grafica di testi e di pergamene secondo le antiche tecniche praticate dagli amanuensi».

E allora alcuni interrogativi sorgono spontanei, non tanto per la spesa, un migliaio di euro, ma per le giustificazioni esposte nell’atto dirigenziale: può una pergamena, o ancora meglio, una tavola con su scritti tutti i nomi dei primi cittadini, che hanno amministrato la città dal secolo scorso ad oggi, rilanciare l’immagine, decisamente sbiadita, di Ascoli? Può un quadro, peraltro affisso ad una parete interna a Palazzo Arengo, che elenca una serie di nomi e cognomi, ridare smalto al capoluogo piceno? Al di là da facili demagogie, peraltro “ossigeno” di questa fase politica tutta italiana, forse gli ascolani preferirebbero ammirare altre opere. Quelle sì di prestigio e importanti per la città perché necessarie per la vita di tutti i giorni. E non stiamo qui ad elencare i problemi che gravano quotidianamente sul capoluogo piceno: dalle scuole da mettere in sicurezza, ai parcheggi che scarseggiano, fino ad un centro storico ancora da rivitalizzare (il commercio non può vivere di soli sabati), e ad un posto di lavoro diventato ormai una chimera, in particolare per i giovani. Spesso, sosteneva Aristotele, la forma è sostanza. E in politica lo è ancora di più.


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