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Comune, pronto l’avanzamento
di carriera: “premiati” in 138
per una spesa di 99.000 euro
Scoppia la protesta dei dipendenti esclusi

ASCOLI - Dopo la decisione di varare una graduatoria sulla valutazione espressa dai dirigenti, a Palazzo Arengo si è aperta una vera e propria diaspora interna tra lavoratori. Il tutto per alcuni parametri inseriti nel riconoscimento della progressione economica orizzontale. Duro intervento del sindacato Ugl

Palazzo Arengo, sede del Comune

di Adriano Cespi

Potrebbe essere un dicembre “ricco” per molti dipendenti comunali. Tra tredicesima mensilità e, soprattutto, progressione economica orizzontale. Ma non per tutti. Perché il contratto aziendale (peraltro non ancora firmato) prevede uno scatto di livello di carriera all’interno di ogni categoria (esempio da C a C1, o da C1 a C2, per gli impiegati, da D a D1 e così via, per i funzionari, fino alle categorie più basse come la B), in base ad alcuni parametri. Il primo, il principale, la valutazione di produttività individuale espressa dal dirigente di settore a ciascun dipendente che lavora nel suo specifico comparto di appartenenza. Una sorta di “voto” di merito per il lavoro svolto in un determinato arco temporale (2015-2016-2017).

BUFERA A PALAZZO ARENGO TRA I 138 DIPENDENTI “PREMIATI” E GLI ALTRI RIMASTI ESCLUSI

Un “voto” che, però, avrebbe potuto creare tanti parimerito. Come, infatti, è accaduto. Ed è qui, che si sarebbe aperta una vera e propria “diaspora” interna. Tra quei lavoratori finiti in graduatoria (138 complessivamente: 29 per la categoria D, 30 per la C, e 79 per la B) e quelli, invece, esclusi e che dovranno aspettare il 2020 (il 25% degli esclusi) e magari il 2021 (tutti gli altri) per vedersi riconoscere l’agognata progressione economica. Una querelle, però, esplosa, soprattutto, dopo l’introduzione di alcuni “titoli di preferenza” per stabilire chi dovesse essere “premiato” e chi, invece, no. Tre precisamente, come specificato nel bando comunale di selezione per la “Progressione economica orizzontale nella categoria”: l’anzianità di servizio, l’anzianità anagrafica dal più anziano al più giovane, e, solo per terza, l’esperienza maturata negli ambiti professionali di riferimento, competenze acquisite e certificate a seguito di processi formativi. In sostanza, sempre stando a quando scritto nel bando del Comune, a parità di valutazione di merito espressa dai dirigenti, la progressione orizzontale (cioè lo scatto di livello e, quindi, di carriera) e l’aumento di stipendio, sarebbero riconosciuti, in primis, ai dipendenti più “anziani” per anni di servizio prestato, e poi a quelli più “anziani” per età anagrafica. Solo dopo a quelli con competenza ed esperienza più elevata. Davvero un paradosso. Che non poteva non scatenare il risentimento di coloro che, ritenendo di poter vantare meriti e titoli superiori agli altri, si sono visti scavalcare solo per una questione di anzianità.

IL COSTO DELLA PROGRESSIONE ECONOMICA ORIZZONTALE AMMONTA A 99.000 EURO PER IL SOLO ANNO 2018

E tutto questo per una spesa complessiva a carico dell’Arengo, e, quindi, della collettività, di 99 mila euro. Per il 2018. Così come da accordi raggiunti tra le delegazioni trattanti di parte pubblica e di parte sindacale. Senza considerare, però, il costo del 2019. Altri 99 mila euro, evidentemente.

LA PROTESTA DEL SINDACATO UGL

Intanto, dopo la riunione di oggi delle delegazioni trattanti, il sindacato Ugl esprime, in merito, critiche e perplessità e annuncia la protesta dei lavoratori. “C‘è fermento e sconcerto tra i dipendenti del Comune di Ascoli – scrive in una nota la segreteria provinciale di Ugl/Autonomie locali – il contratto aziendale è stato fatto oggetto di numerosi ricorsi di singoli lavoratori. Hanno destato sconcerto ed irritazione i tempi di esecuzione e le valutazioni espresse, valutazioni che poi sono finite in un sito comunale di accesso pubblico. Nello stesso tempo – continua il sindacato – i buoni pasto che fino a ieri venivano consegnati ai dipendenti in cartaceo sono stati improvvisamente mutati in carta elettronica: nulla di male, se non che molti lavoratori che li utilizzavano per pasto in pubblico esercizio, trattoria o ristorante della zona centrale, non li possono più utilizzare perchè gli esercizi commerciali urbani non sono organizzati per rendere spendibile la carta elettronica. Certamente – sottolinea ancora l’Ugl – c’è il problema dei costi aggiuntivi con le banche che devono essere rimossi; e c’è anche un danno per gli esercizi commerciali urbani perchè la carta elettronica dei ticket pasto può essere spesa soltanto in qualche grande centro commerciale. Questi due eventi negativi hanno messo in fibrillazione i dipendenti comunali. La questione della progressione orizzontale – chiosa il sindacato – li ha divisi in figli e figliastri; e molti si sono sentiti mortificati perchè la loro professionalità ed il loro impegno lavorativo è stato calpestato”.


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