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Il sindaco Giovanni Borraccini:
«Rotella paese ospitale,
la violenza non abita qui»

ROTELLA - Il primo cittadino del piccolo borgo interviene dopo quanto avvenuto nel corso della partita di calcio di Terza Categoria tra la squadra locale e il Roccafluvione, con gara sospesa per aggressione all’arbitro che è stato poi refertato in ospedale

Giovanni Borraccini

di Andrea Ferretti

Partita di calcio sospesa durante l’intervallo dopo che un giocatore della squadra ospite ha aggredito l’arbitro. E’ accaduto al campo di Rotella, nel campionato di Terza Categoria, durante la partita Rotellese-Roccafluvione. L’arbitro, tra l’altro minorenne, è stato poi refertato in ospedale con sette giorni di prognosi. Sull’episodio si esprimerà il giudice sportivo del comitato della Federcalcio di Ascoli. Ecco che Rotella è rimbalzata alla cronaca, ma solo per il fatto che l’episodio è avvenuto in questo piccolo centro dell’entroterra ascolano. Non per altro. Il parallelo, inevitablmente, corre all’ormai famigerata “cena fascista” di Acquasanta – rimbalzata su tutte le cronache nazionali e anche oltre – che ha recentemente tirato in ballo il centro termale, ma solo perché è lì che si è svolta. Ad intervenire è Giovanni Borraccini, sindaco di Rotella, che di calcio l’ultima volta aveva parlato a proposito di Riccardo Orsolini, orgoglio di Rotella e non solo, protagonista in Serie A con il Bologna e autore di un gol con la maglia azzurra della Nazionale maggiore proprio nel giorno del suo esordio.

Borraccini con Sgarbi a Rotella durante una delle tante iniziative organizzate la scorsa estate

Non scende nel merito dei fatti, ma tiene a sottolineare un altro aspetto. «La doverosa premessa è che va condannato qualsiasi atto di violenza in qualsiasi contesto esso si perpetui – dice Borraccini – e mi piace ricordare che lo sport deve essere sempre e solo divertimento lasciando fuori tutte le forme di brutalità verbale o fisica che sia, nonché di esempio di correttezza e palestra di vita. Il calcio in particolare deve essere solo divertimento e voglia di stare insieme, lasciando fuori dal campo ogni forma di violenza o rancore. Allenarsi con una squadra, significa anche far parte di un gruppo, imparare il rispetto per gli avversari, saper affrontare il sacrificio, le gioie e le delusioni. Tutti valori con cui i giovani atleti dovranno poi confrontarsi nella vita».

Il sindaco mostra orgoglioso la maglia azzurra di Riccardo Orsolini

«Come sindaco di Rotella – aggiunge – senza entrare nel merito della questione, visto che spetterà a chi di competenza appurare l’esatto svolgimento dei fatti, nel ricordare che nessun esponente di Rotella è stato coinvolto in quanto accaduto, voglio sottolineare con forza che Rotella non è mai stato, e mai sarà, un paese violento come sembra essere diventato nelle ultime ore, solo per il fatto che l’episodio è accaduto nel nostro campo di calcio».

«Siamo sempre stati e saremo sempre un piccolo borgo accogliente e ospitale, un’oasi felice capace di far sentire chiunque venga a visitarlo come se fosse a casa sua. Un singolo episodio, peraltro occasionale e avulso dalla nostra realtà, non può e non deve rovinare l’immagine di un paese. Anzi – conclude il sindaco – vista l’imminenza delle festività, colgo l’occasione per invitare le persone a venirci a trovare a Rotella in occasione delle numerose iniziative che abbiamo organizzato sotto il periodo di Natale. Tutti avranno la possibilità di toccare con mano l’ospitalità rotellese, sincera e concreta. E sarà un modo anche di sdrammatizzare e placare gli animi».

 


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