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La morte di Dario Carboni,
indagini in mano alla Polizia Municipale

SAN BENEDETTO - Il corpo dell'anziano ancora a disposizione dell'autorità giudiziaria, in attesa di essere restituito alla famiglia per organizzare il funerale. La moto (sequestrata) era condotta da un uomo residente in Abruzzo. Il cordoglio del sindaco Piunti: «Tragedia assurda, resa ancor più dolorosa dall'imminenza delle festività»

Dario Carboni

Le indagini sono in mano alla Polizia Municipale di San Benedetto. Che ha ricostruito la dinamica dell’incidente mortale che ieri, domenica 15 dicembre, a San Benedetto è costato la vita a Dario Carboni, 84 anni, padre dell’assessore comunale Emanuela. L’anziano è stato investito mentre stava attraversando il lungomare nel pomeriggio – erano circa le 17,30 – da una moto condotta da un uomo residente in una località del vicino Abruzzo.

Dario Carboni si era recato allo chalet “Stella Marina”, di proprietà della famiglia Carboni, e probabilmente stava facedo ritorno a dasa. Dove, purtroppo, non è mai arrivato. Come avviene sempre nei casi di incidenti molto gravi, o mortali come questo, il mezzo coinvolto è stato posto sotto sequestro.

L’uomo, subito soccorso da diversi passanti e dagli automobilisti in transito sul lungomare – si è formata una lunga coda con il traffico rimasto bloccato per l’arrivo dei mezzi di soccorso prontamente allertati – poi dai sanitari giunti a bordo dell’ambulanza inviata dalla centrale operativa del 118. Gli sono state prestate lì le prime cure, ma le sue condizioni sono subito apparse molto gravi, tanto che ha cessato di vivere poco dopo l’arrivo al Pronto Soccorso dell’ospedale. La salma si trova ancora nell’obitorio del “Madonna del Soccorso”, a disposizone dell’autorità giudiziaria, in attesa di essere restituita alla famiglia per organizzare il funerale.

Sulla triste vicenda interviene il sindaco Pasqualino Piunti, molto legato all’assessore Emanuela Carboni, responsabile dei Servizi sociali del Comune. «Dario Carboni – ricorda il primo cittadino di San Benedetto – era una persona squisita, gentile, riservata ma sempre attenta a quanto accadeva in città. Era dedito alla famiglia, dava il suo discreto ma prezioso contributo a figli e nipoti per i quali la perdita è enorme. Una tragedia assurda – conclude Piunti – resa ancor più dolorosa dall’imminenza delle festività. Staremo il più vicino possibile ad Emanuela e ai suoi familiari».

 


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