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Sant’Angelo Magno,
il monumento dimenticato:
«Salvate la nostra chiesa»

ASCOLI - I residenti della Piazzarola, quartiere che ospita il prezioso manufatto danneggiato dal sisma, scrivono al sindaco Fioravanti: «Gli chiediamo di attivarsi presso la Soprintendenza, il commissario per la ricostruzione e tutti gli enti interessati affinché tale splendido sito recuperi l'idoneo spazio che gli compete»

di Luca Capponi

Salvare la chiesa di Sant’Angelo Magno. Ormai, più che una speranza, è divenuto un vero e proprio mantra. Soprattutto nella zona della città, vale a dire il quartiere della Piazzarola, dove il monumento è molto più di un simbolo o di un luogo di culto; un pezzo di cuore, uno scrigno di ricordi e, perché no, un vanto di cui andare positivamente fieri.

L’ingresso chiuso di Sant’Angelo Magno

E’ anche e soprattutto per questo che nei giorni scorsi un gruppo di residenti ha scritto al sindaco Marco Fioravanti in merito al sito chiuso ormai da oltre 3 anni, ovvero da quel maledetto 24 agosto 2016, giorno della prima tra le forti scosse di terremoto che hanno colpito il centro Italia.
«Riteniamo che il quartiere debba ottenere maggiore attenzione e interventi che purtroppo negli anni sono stati occasionali, ma comunque mai definitivi -si legge-. Non è questa l’occasione per lamentarsi e/o chiedere generiche promesse che, spesso, hanno lasciato lo stato delle cose come era in precedenza. Noi riteniamo e sappiamo infatti di custodire un gioiello storico, monumentale e artistico di immenso valore, la nostra chiesa di Sant’Angelo Magno».

L’interno della chiesa (dal sito del Fai)

«Negli anni è stata chiusa e poi comunque riaperta e consegnata a noi residenti, così come resa disponibile, anche se a sprazzi, per il turismo di qualità -ricordano i residenti-. Oggi è chiusa, e ne sentiamo la mancanza. I turisti che arrivano fin qui, tanto anche se in diminuzione, restano sempre interdetti quando si vedono negato l’accesso alla chiesa».
«Nel recente passato il Fai, con notevole intensità ed attenzione per il territorio, ha raccolto oltre 5.000 firme per destinare la chiesa a sito di tutela di altissimo livello -proseguono gli abitanti della Piazzarola-. Non siamo qui a lamentarci ma a chiedere al sindaco, poiché il sito è di proprietà del Comune, di attivarsi presso la Soprintendenza, il commissario per la ricostruzione e presso tutti gli enti interessati che tale splendido monumento recuperi l’idoneo spazio di quartiere, cittadino e turistico che gli compete».
«Sarebbe stupendo poter riavere la chiesa ed anche il chiostro e la casa e poter ospitare magari una comunità religiosa, oggi che sarebbe molto utile a tutti -è la conclusione-. Per questo chiediamo anche al vescovo Giovanni D’Ercole che si faccia promotore presso l’Amministrazione per tale recupero. Saremo grati a tutti coloro che si attiveranno, ma anche attenti a coloro che ci aiuteranno in questa impresa di cui si fanno promotori semplici cittadini, residenti storici del quartiere, anche novantenni ma ancora energici ed in salute, che ricordano molto della loro storia di cui questo monumento è parte essenziale. Pertanto, sollecitiamo un intervento attento e risolutivo».

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