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Ingiunzione di pagamento al Comune:
Cesaroni promette battaglia legale

COMUNANZA - L’annuncio durante il Consiglio comunale. Il primo cittadino ha ribadito i concetti che lo hanno spinto a sospendere il Cas alle 7 famiglie che hanno rifiutato l’alloggio Erap. In 4 si sono rivolte al Tribunale di Ascoli ottenendo un provvedimento provvisoriamente esecutivo per 40.000 euro oltre a interessi e spese legali

di Maria Nerina Galiè

Il sindaco Alvaro Cesaroni ha atteso il consiglio comunale di oggi, martedì 17 dicembre, per commentare sul decreto ingiuntivo che il Tribunale di Ascoli gli ha recapitato lo scorso 9 dicembre (qui l’articolo). Il Comune montano con un provvedimento provvisoriamente esecutivo è stato chiamato a pagare 40.000 euro, oltre a interessi e spese legali, a 4 delle 7 famiglie a cui era stato sospeso il Cas per aver rifiutato gli alloggi dell’Erap.

Un momento del consiglio comunale

«Faremo opposizione -dichiara Cesaroni- e pagheremo soltanto se e quando ci verrà dato torto da un giudice, entrando nel merito della questione». Lo spunto è stato offerto da un interrogazione della minoranza, capitanata da Angelo Sciamanna, che ha chiesto conto, e conti, della situazione Cas in paese. Da settembre 2016 a ottobre 2019 si contano a Comunanza 271 percettori di Cas, distribuiti in 119 nuclei familiari, per un totale di spesa pari a 1.013.540 euro. «Tra questi soldi -precisa il sindaco – ci sono anche i 143.200 euro dei contributi sospesi, ma comunque rendicontati ed arrivati nelle casse del Comune. In caso dovessimo pagare, non correremo il rischio di gravare sul bilancio comunale». Si batterà fino in fondo dunque il primo cittadino, pienamente appoggiato dall’intera Giunta che concorda su tutta la linea: «Non vogliamo essere forti con i deboli -dice Luigi Contisciani – semmai il contrario. Il Governo in 40 mesi non è stato in grado di legiferare in maniera efficiente. Solo il 5% dei terremotati è rientrato a casa fino ad ora. Di questo passo, la ricostruzione terminerà nel 2037, mentre durante il terremoto del ’97 tutto si è svolto in tempi più rapidi poiché è stata data autonomia ai sindaci».

Una in particolare l’argomentazione che si sono rimpallati sindaco ed opposizione in merito alla faccenda che ormai è chiaro si deciderà in un aula di Tribunale. E cioè se a fronte della correttezza di sospendere i Cas doveva esserci o meno la richiesta esplicita del cittadino stesso ad avere l’alloggio in alternativa al contributo. Secondo Cesaroni, confortato dall’ultima ordinanza Borrelli (la 614), non era necessaria (qui l’articolo). Lo era invece per Sciamanna, che in sede di civico consesso si è anche appellato al Natale ormai alle porte chiedendo al sindaco «un atto di generosità, restituendo il Cas a queste famiglie già duramente provate dal sisma».
«E’ vergognoso -attacca il consigliere di opposizione Luigi Franconi – che un anziano sia costretto ad un trasloco dopo che ha perso la propria casa e faticosamente si è sistemato in un’altra». «Dovrebbe vergognarsi piuttosto -incalzato il sindaco – chi vuole approfittare del terremoto per continuare a percepire un contributo, pure sostanzioso, rifiutando un appartamento acquistato per far fronte all’emergenza abitativa». Delusi invece alcuni comunanzesi che hanno partecipato al consiglio comunale nell’auspicio di vedersi spiegate le novità sul Cas contenute nell’ordinanza del Capo della Protezione Civile.

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