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Oltre 150 figuranti per il presepe vivente
Poggio Canoso torna al tempo della Natività

ROTELLA - Quinta edizione della rievocazione in programma nel suggestivo borgo il 27, 28 e 29 dicembre. Saranno attive quattro navette ed un trenino turistico per i bambini. Ingresso gratuito

di Stefania Mistichelli 

Oltre 150 figuranti per 50 postazioni di degustazione, all’interno di un borgo che sembra essere disegnato per diventare, sotto Natale, la Betlemme del Piceno. Tutto questo è il presepe vivente di Poggio Canoso di Rotella, che torna per la sua quinta edizione nelle giornate del 27, 28 e 29 dicembre.

Padre Roberto Basilico

Organizzato dai Comuni di Rotella e Palmiano, dalla Comunità “Il Mandorlo” e dalle parrocchie di Castel di Croce, Castel San Pietro, Poggio Canoso, Montemoro con il contributo di Bim Tronto, l’evento negli anni ha attratto un numero sempre maggiore di persone, tanto che nel corso dell’edizione 2018 circa 1.500 persone hanno dovuto rinunciare a raggiungere il borgo di Poggio Canoso per sovraffollamento. Per questo motivo, grazie alla comunità dei frati saranno attive, con partenza dalla piazza di Rotella, quattro navette ed un trenino turistico per i bambini.
«La nostra comunità – spiega padre Roberto Basilico– scelse questo luogo, e in particolare il convento di San Francesco, cinque anni fa, per vivere. Nel farlo, abbiamo recuperato un monumento storico che, come dice la tradizione, ospitò il Santo (tanto che custodiamo una cella che ricorda la sua venuta a Rotella). Inoltre, il luogo era adatto alla nostra attività che, oltre che dalla preghiera, è costituita dal lavoro: noi abbiamo un’azienda agricola, in particolare un allevamento di caprini e di ovini e coltiviamo le famose castagne dell’Ascensione».

Padre Basilico con alcuni figuranti

«Siamo diciotto e abbiamo una comunità di sorelle consacrate che sono in sette ed abitano a Castel San Pietro a Palmiano -continua padre Basilico-. Svolgiamo, inoltre, la nostra attività a servizio delle piccole comunità parrocchiali che sono sopra all’Ascensione, Poggio Canoso, Castel di Croce, Montemoro e Castel San Pietro. Quando siamo arrivati abbiamo trovato quella terra così bisognosa e abbiamo pensato di poter ridare un po’ di vita con la nostra presenza. Ci siamo impegnati in un’attività riorganizzativa delle nostre parrocchie e nel recupero alle tradizioni di una volta: dalla festa della Beata Assunta Pallotta che è un gioiello della nostra terra ascolana, donna di alta santità morta a 24 anni, alla festa delle Canestrelle a Poggio Canoso».

Una veduta di Poggio Canoso

«Oggi Poggio Canoso, dal grande centro che era, è diventato un piccolo borgo che si è prestato benissimo per ospitare il presepe vivente -conclude-. Nell’organizzarlo ci siamo mantenuti nella tradizione religiosa inaugurata da San Francesco con il primo presepe di Greccio. Il presepe vivente ha un duplice scopo: l’unità e la solidarietà tra le persone delle nostre parrocchie, quasi tutte coinvolte, e la rivalutazione e promozione del territorio. Infatti, come segno di speranza, il nostro presepe non si è fermato neanche nell’anno del terremoto».
Il presepe, visitabile gratuitamente a partire dalle 16, si snoda lungo tutto il borgo e dà la possibilità al visitatore di immergersi totalmente nell’atmosfera del tempo. Prima di entrare nella città di Betlemme, infatti, si potranno cambiare le monete attuali con quelle del tempo per gustare i prodotti tipici lungo il percorso.
I frati della comunità “Discepoli di Maria di Nazareth“, il prossimo 22 dicembre saranno protagonisti anche della fiera di Natale che si terrà ad Ascoli, con una folta delegazione di frati zampognari e con i loro prodotti alimentari.


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