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Monte Piselli,
il legale della “Marco Finori”:
«La stagione sciistica
è purtroppo compromessa»

ASCOLI - L'avvocato Marco Rosati spiega i motivi che potrebbero pregiudicare l'apertura degli impianti di risalita al Monte Piselli e imputa la causa, «oltre che al ricorso al Tar, anche a ritardi e norme sul codice degli appalti». Intanto, scoppia la polemica "social" tra Enzo Lori, presidente Cotuge, e Dario D'Agostino della "Remigio Group", società che ha presentato ricorso al Tar

La seggiovia di Monte Piselli

«La stagione sciistica al Monte Piselli è ormai compromessa. E questo dispiace per tutti gli amanti della montagna e, soprattutto, per gli ascolani che speravano di trascorrere le feste su sci e snowboard». A parlare per conto della “Marco Finori srl”, la società vincitrice del bando di gara per la gestione degli impianti sciistici di Monte Piselli, è l’avvocato Marco Rosati, legale dell’imprenditore sambenedettese. Un intervento il suo per spiegare cosa è accaduto dall’apertura delle buste ad oggi. «Dopo l’apertura delle buste con relativa aggiudicazione alla “Marco Finori srl” della gestione degli impianti sciistici di Monte Piselli – sottolinea Rosati – eravamo nella prima settimana di ottobre, è trascorso quasi un mese prima che il Cotuge comunicasse l’avvenuta assegnazione della gestione: metà novembre. Se consideriamo che per il codice degli appalti devono, poi, trascorrere 35 giorni, prima di arrivare alla firma del contratto e, quindi, alla reale disponibilità degli impianti, comprendiamo bene che parlare di stagione invernale pregiudicata è il minimo. Se poi ci aggiungiamo questo ricorso al Tar presentato dalla Remigio Group con sospensiva dell’aggiudicazione fino al 15 gennaio capiamo che da pregiudicata o compromessa questa stagione 2019-2020 la possiamo già definire chiusa». Niente Natale in seggiovia, dunque. Ed è la prima volta che succede. «Naturalmente al Tar faremo valere le nostre ragioni – puntualizza l’avvocato Rosati -, valutando anche se sussistono i requisiti per un ricorso incidentale e riservandoci ogni altra considerazione al riguardo».

L’assessore Nico Stallone (a destra) premia Vincenzo “Enzo” Lori, presidente del “Cotuge” (Foto Vagnoni)

Dalle vicende giudiziarie alle polemiche il passo è breve. E’ di oggi, infatti, il botta e risposta “social” tra il presidente del Cotuge, Enzo Lori, e il titolare della società Remigio Group, Dario D’Agostino. Scrive Lori sul profilo facebook “Monte Piselli unita per salvare il paradiso”: «Informo che nonostante gli incontri che tendevano ad un qualsiasi tipo di mediazione e collaborazione tra le parti e nonostante le seguenti rassicurazioni da parte sia del vecchio gestore, sia dagli altri partecipanti, che esprimevano il proprio disinteresse nel presentare ricorso, lunedì veniva ufficialmente notificato il provvedimento. Il Cda – sottolinea Lori – si è riunito in mattinata già ieri, decidendo immediate contromisure, assieme a quelle già in calendario. Considerando che il provvedimento sospensivo si applica per pochi giorni nel 99% dei casi (come iter amministrativo) in attesa della discussione e che la data risulta essere così lontana a causa delle festività natalizie, l’unico rammarico è che se fosse stato presentato immediatamente, (al pari della nota ricevuta entro piche ore dall’apertura delle offerte), avremmo già avuto il responso. Pazienza. Comprendiamo comunque che l’accesso agli atti necessita solitamente di tempo, a garanzia di precisione e puntualità – puntualizza Lori – ribadendo che non si imputa nessuna responsabilità alla parte ricorrente che, nel rispetto delle norme vigenti, è nel diritto, come ogni partecipante, di presentare ricorso in bandi pubblici, e che il Consorzio rimane sempre a disposizione delle parti per qualsiasi tipo di accordo e soluzione, informo che domani ci sarà altra riunione straordinaria del Cda con conseguente comunicato stampa ufficiale. Stiamo impegnandoci per proseguire il cammino negli interessi della comunità. Il mio personale invito – conclude il presidente del Cotuge – è quello di commentare l’accaduto con toni educati, così come educato e sobrio è il tono adottato fino ad ora dai partecipanti alla gara, i quali stanno facendo valere i loro diritti nel rispetto delle leggi vigenti».

Dario D’Agostino della società “Remigio Group”

Immediata la risposta, sullo stesso profilo facebook, di Dario D’Agostino della società Remigio Group: «Nonostante fossi stato più volte al centro di discussioni non sono mai intervenuto su questa pagina e non era mia intenzione farlo. Non perché non avessi argomenti per ribattere (anche alle accuse ingiustamente offensive, quindi querelabili) – sottolinea D’Agostino – ma perché ho ritenuto la vicenda decisamente di carattere amministrativo in cui la mia società Remigio Group era tenuta ad un comportamento corretto, quale partecipante ad una gara pubblica. Però su questa pagina oggi leggo l’intervento di Enzo Lori, presidente del Cotuge, e quindi della Stazione appaltante che sostanzialmente ed indirettamente chiama in causa la Società che rappresento, affermando che: “Nonostante gli incontri che tendevano ad un qualsiasi tipo di mediazione e collaborazione tra le parti e nonostante le seguenti rassicurazioni da parte sia del vecchio gestore, sia degli altri partecipanti, che esprimevano il proprio disinteresse nel presentare ricorso, lunedì, veniva ufficialmente notificato il provvedimento”».

L’imprenditore sambenedettese Marco Finori

«Mi trovo costretto a replicare al signor Lori – continua D’Agostino – che era mia intenzione di partecipare alla gara pubblica, esattamente come sempre ho fatto in tutti questi anni. Se dà un’occhiata agli archivi del Cotuge noterà che nelle gestioni della stazione di Monte Piselli, quando era il Cotuge a gestire il servizio, raggiungeva un passivo che si aggirava ai centomila euro l’anno e la conseguente dismissione del 70% degli impianti (Caposcuola Monte Piselli, sciovia Tre Caciare) ed il passivo andava a gravare sugli Enti associati, pertanto sulla collettività. Invece – precisa ancora D’Agostino – se oggi il Cotuge è un Ente economicamente in grado di emettere un bando di gara quale quello ultimamente adottato, è soltanto grazie all’opera della Remigio Group che si è accollata l’onere di quelle gestioni, fino ad oggi, rendendola efficiente ed economicamente sostenibile. Gestioni, si badi bene, la cui durata media era di circa sei mesi l’anno, pertanto tali brevi periodi previsti dal Cotuge, mediante delle pubbliche gare, non permettevano la realizzazione di un programma di sviluppo ad ampio respiro. In merito alle mancate mediazioni di cui sopra replico che qui nulla vi è da mediare ma, eventualmente soltanto da rimboccarsi le maniche, visto e considerato il grado di notevole obsolescenza degli impianti e delle strutture che compongono la stazione e che il Cotuge ben conosce. Un’ultima osservazione la voglio dedicare ai tempi del ricorso al Tar che, secondo il signor Lori poteva essere presentato prima per evitare che ne venisse compromessa la stagione sciistica. Qui proprio non ci siamo – puntualizza D’Agostino – infatti sa perfettamente che quando ancora la gara era in corso, l’avvocato della Remigio Group, esattamente il giorno 31 ottobre 2019 ha inviato via Pec (Posta Elettronica Certificata) al Cotuge ed al Rup (Responsabile Unico del Procedimento) un ricorso in autotutela che conteneva gli stessi rilievi indicati nel ricorso al Tar per quanto concerne la mancata presentazione del Pef (Piano Economico e Finanziario) da parte della Ditta Finori e che l’altro ieri hanno determinato la concessione della sospensiva. Pertanto – chiosa D’Agostino -se tale ricorso in autotutela fosse stato preso in esame in tempi utili (cosa che non risulta dai verbali che sia avvenuta) già nel mese di ottobre/novembre era possibile risolvere ogni problema. Perché non è stato fatto? Cosa lo ha impedito?».

 


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