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In 600 al Ventidio Basso
per il Presidentissimo
Alla famiglia Rozzi il premio
del Venticinquennale (Tutte le foto)

ASCOLI - Dirigenti, ex calciatori, allenatori, tifosi e una rappresentanza dell'attuale squadra sul palco per la manifestazione nel giorno dell'anniversario della scomparsa. Proiettati video inediti del Presidentissimo. Curiosità e racconti dei protagonisti dell'epopea della cavalcata bianconera

La famiglia Rozzi al gran completo sul palco con il Premio 2019 intitolato a Costantino

di Claudio Romanucci

(fotoservizio di Andrea Vagnoni)

I calzini rossi sulla sua sedia lasciata al centro del palco, ricordi, testimonianze, la famiglia Rozzi al gran completo sul palco del teatro Ventidio Basso, premiata nell’anniversario dei 25 anni anni dalla scomparsa del Presidentissimo Costantino Rozzi, davanti ad oltre 600 presenti. La manifestazione ha chiuso tra gli applausi la serie di iniziative per omaggiare la sua memoria. Presentata da Sandro Avigliano e dal giornalista Bruno Ferretti, sul palco si sono avvicendati in tanti, mentre in platea i tifosi hanno rivissuto alcuni degli esaltanti momenti dell’epopea di Rozzi.

La serata è stata preceduta dalla messa in Duomo, poi il clou al Ventidio. Iniziato con i saluti dell’assessore Nico Stallone, del sindaco Marco Fioravanti, del vescovo Giovanni D’Ercole e dell’ex sindaco e presidente Nazzareno Cappelli , è stato l’imprenditore Battista Faraotti (Fainplast) a ricordare il marcato spirito imprenditoriale di Rozzi, dalle prime opere realizzate alle centinaia di posti di lavoro creati nel territorio.

Sul palco sono poi saliti i familiari, tutti rigorosamente con i calzini rossi: i figli Fabrizio, Anna Maria, Antonella e Alessandra ed i nipoti.  Un’opera in ceramica realizzata da Monia Vallesi è stata consegnata loro tra l’applauso dei presenti. La serata è proseguita con la proiezione di video e “salotti” sul palco con gli interventi di ex calciatori, dirigenti ed allenatori. Interessanti e alcuni anche curiosi i loro aneddoti nati nel rapporto con Rozzi. Al microfono sono intervenuti Orlando Nardi, Massimo Silva, Giuliano Castoldi, Flavio Destro, Mauro Traini, Massimo Cacciatori, Gilberto Vallesi e Peppe Carillo.

Poi ancora spazio ai contenuti audio-visivi con le esternazioni in interviste e al “Processo del lunedì”; le impressioni dei cronisti che hanno seguito l’Ascoli, il contributo di Marcella Rossi Spadea (autrice della biografia di Rozzi nel 1986) e dei giornalisti Armando Falcioni, Giorgio Aquilanti, Serafino Galli, Marco Amabili e Peppe Ercoli. Una delegazione di tifosi è stata accolta sul palco: alla famiglia è stata presentata e consegnata una maglia speciale fatta realizzare per l’occasione. Dopo un’altra carrellata di immagini, la chiusura con l’Ascoli di oggi.

Sul palco sono saliti l’allenatore bianconero Paolo Zanetti, il presidente Carlo Neri, i soci Giuliano Tosti e Gianluca Ciccoianni, il ds Antonio Tesoro e i giocatori Matteo Ardemagni, Raffaele Pucino e Gianluca Scamacca. «Trasmettere i valori della storia permette a tutti noi di dare di più ed altro quando certi stimoli possono venire meno» ha riflettuto Zanetti. Tosti ha parlato sulla capacità di Rozzi di guardare avanti: «Era uno che stava venti, trenta ann avanti con i tempi». Inevitabili i riferimenti alla crescita delle sue imprese, al rapporto con le varie componenti del mutevole mondo del calcio. 

LA FOTOGALLERY DI ANDREA VAGNONI


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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