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Il paesaggio del Piceno
ispira anche la letteratura:
laboratorio sul racconto
con la Scuola Holden

ASCOLI - Presentata una bella iniziativa, prendendo lo spunto dalla mostra di Tullio Pericoli, sempre più motore di iniziative culturali a 360 gradi. I venti partecipanti al corso diretto dallo scrittore Alessio Romano produrranno opere che esaltano la bellezza e la memoria a rischio nell'area del cratere. Occosione preziosa per favorire la rinascita. Una sinergia Scuola Holden-libreria Rinascita-"Forme"-Comune

di Franco De Marco

Il paesaggio marchigiano, e piceno in particolare, avrà presto venti (o anche di più, si spera) narratori capaci di coglierne l’infinita bellezza esteriore e soprattutto l’anima. Da una proficua e intelligente sinergia tra la prestigiosa Scuola Holden fondata e diretta dallo scrittore Alessandro Baricco, la mostra “Tullio Pericoli. Forme del paesaggio. 1970-2018” in corso a Palazzo dei Capitani, e la libreria Rnascita di Giorgio Pignotti, con la benedizione del Comune di Ascoli, è nata una proposta unica in Italia.

Il 28 marzo, il 4 e il 18 aprile prossimi, orario 11-13 e 14,30-17,30) si svolgeranno, nella sala conferenze della libreria Rinascita di Ascoli, in Piazza Roma, un laboratorio sul racconto del paesaggio tenuto dall’insegnante di scrittura creativa Alessio Romano, pescarese, colonna della Scuola Holden con sede storica a Torino. Le iscrizioni, massimo fino a venti persone (ma se fossero di più si potrebbe raddoppiare il tetto), sono possibili fino al 15 marzo (costo 290 euro). Info: 011.6632812.

Donatella Ferretti, Carlo Bachetti e Eleonora Tassoni

L’iniziativa è stata presentata questa mattina, nella Bottega del Terzo Settore, da Eleonora Tassoni di Rinascita, dai due curatori operativi della mostra di Tullio Pericoli Carlo Bachetti e Maurizio Capponi e via skype da Torino da Alessio Romano che è tra l’altro anche un apprezzatissimo giallista. Entusiasta l’assessore comunale alla cultura Donatella Ferretti. Come ispirazione si useranno gli scenari e i panorami delle opere di Tullio Pericoli e i testi di autori che hanno dato al paesaggio un ruolo di protagonista. I partecipanti al laboratorio sceglieranno un luogo importante e proveranno a trasformarlo in un racconto. Gli strumenti di lavoro saranno la memoria, quella personale prima di tutto ma anche quella collettiva, e i sensi per mettere sulla carta storie, odori, panorami, suoni e sapori che vengono dalla terra picena.

«Tutti i paesaggi – è stato sottolineato – hanno una storia nascosta e aspettano solo che qualcuno la racconti. Più di tutti quei paesaggi feriti, dimenticati, spopolati e fragili di cui l’Italia è piena. Questi luoghi sono spesso anche epici, immortali e abitati da straordinari personaggi in cerca d’autore».

Che tipo di laboratorio sarà? «Un laboratorio di scrittura en plein air, come dicono i paesaggisti, dove si sperimentano i ferri del mestiere: come scrivere incipit, organizzare un plot, scegliere un genere, cercare la giusta voce narrante e costruire dialoghi e descrizioni. Infine i testi scritti verranno editati in classe e ognuno dei partecipanti imparerà come lasciare il proprio paesaggio narrativo scrivendo il finale più giusto per la sua storia”.

I disegni esposti alla mostra di Pericoli (Foto Vagnoni)

Questo laboratorio di scrittura completa mirabilmente il “pacchetto” che voleva e vuole costruire attorno a sé la mostra di Tullio Pericoli a Palazzo dei Capitani: non solo dipinti e disegni ma anche il fulcro, il motore, per una serie di attività culturali e divulgative sul tema della difesa e della valorizzazione del paesaggio marchigiano – ancora poco conosciuto – che significa appunto infinita bellezza. Ecco dunque il paesaggio che incontra e ispira la letteratura. Evocando anche la siepe o i Monti Azzurri di Giacomo Leopardi.

«Paesaggio – fa notare Claudio Bachetti – non solo come morfologia urbana. Il paesaggio da sempre ispira le arti visive e la letteratura». Siccome per raccontare un territorio bisogna anche viverlo, toccarlo, per i partecipanti al laboratorio saranno previste visite in loco a personaggi e ambienti in tre fine settimana di full immersion. Dice Donatella Ferretti: «Questo tipo di narrazione può servire alla rinascita di una terra, quella del cratere, quasi abbandonata, dove ci sono ancora le macerie e la ricostruzione non parte. C’è il rischio molto forte di perdere popolazione e identità territoriale».

Conclude Alessio Romano: «Questo laboratorio sul racconto del paesaggio è speciale. Va a toccare il nervo scoperto di un territorio che nasconde storie e tesori meravigliosi ma a rischio spopolamento». La letteratura salverà la bellezza della terra picena e marchigiana? Può far aprire al mondo questo scrigno pieno di tesori?


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