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La morte di Marino Urriani, al processo
sfilano gli ex dipendenti della Provincia

ANCARANO - Il 57enne di Castorano si schiantò in sella alla sua bici contro due camion fermi sulla provinciale "1B" che conduce alla Bonifica a causa di un restringimento di carreggiata dovuto ad una frana

Un tratto della strada “provinciale 1B” dopo i lavori di sistemazione

Marino Urriani morì in sella alla sua bicicletta finendo contro due camion fermi a causa di un restringimento della strada che da Ancarano (provincia di Teramo) conduce alla Bonifica dove c’era una frana non rimossa da tempo. Per la morte del 57enne di Castorano, avvenuta il 12 giugno del 2016, sono finiti a processo (leggi l’articolo) per omicidio colposo due dipendenti della Provincia di Teramo (tra cui un dirigente) e un ex dipendente dello stesso ente per l’omessa manutenzione della strada “Provinciale 1B” dove si è verificato il sinistro mortale.

L’avvocato Alessandro Mariani

Nell’ultima udienza del processo svoltasi di fronte al giudice Flavio Conciatori sono stati ascoltati alcuni ex operai della Provincia in merito alle condizioni della strada. Tuttavia l’udienza decisiva potrebbe essere la prossima (in programma il 13 ottobre) quando saranno ascoltati gli agenti della Polstrada a cui la Procura teramana ha delegato le indagini per ricostruire la dinamica del sinistro mortale. I familiari di Urriani sono assistiti dagli avvocati sambenedettesi Alessandro Mariani e Adalberto Palestini, mentre gli imputati dai legali teramani Marconi, Referza e Di Nanna.

rp


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