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Nuovi dottorati di ricerca,
Unicam e Univpm investono
sui materiali compositi nel Piceno

ASCOLI - Presentate a Palazzo Arengo le 18 borse di studio finanziate dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, che nei prossimi cinque anni stanzierà un milione e trecentomila euro per la formazione di neolaureati che avranno l’opportunità di specializzarsi a stretto contatto con le aziende del territorio

 

di Federico Ameli

Sei borse di studio all’anno destinate a dottorandi di ricerca, per un totale di diciotto ricercatori che nei tre cicli del quinquennio 2020-2025 contribuiranno attivamente allo sviluppo di un settore, quello dei materiali compositi, che negli ultimi anni ha trovato terreno particolarmente fertile nell’ascolano, finendo per imporsi ai vertici dell’industria nazionale e internazionale. È questo il prestigioso traguardo ottenuto grazie alla sinergia instauratasi tra l’Università degli Studi di Camerino e l’Università Politecnica delle Marche e al contributo di HP Composites, del Consorzio Universitario Piceno, del Comune di Ascoli, della Fondazione Carisap e dell’onorevole Giorgia Latini, vicepresidente della Commissione Cultura alla Camera.

Un progetto, quello sulla ricerca dei materiali compositi, che nasce dall’esigenza di formare nuove professionalità specializzate in un settore in rampa di lancio e per il quale nei prossimi cinque anni il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca stanzierà un milione e trecentomila euro. «L’ex ministro Marco Bussetti ha dimostrato fin da subito un vivo interesse per l’attivazione di questi nuovi dottorati di ricerca» spiega l’onorevole Latini. «Grazie alla collaborazione e alla disponibilità degli atenei, siamo attualmente al lavoro per portare avanti altre iniziative di questo genere, con un occhio al territorio e alle sue necessità». Un traguardo che, come più volte sottolineato dai presenti, testimonia l’unità di intenti dei vari soggetti coinvolti. Secondo il sindaco Marco Fioravanti, «quella tra istituzioni, università e privati è una rete che va consolidata per risollevare il nostro territorio non solo dal punto di vista culturale, ma anche economico».

L’attivazione dei sei dottorati di ricerca, tre per ognuno degli atenei coinvolti, costituisce una netta inversione di tendenza rispetto al trend nazionale. Secondo gli studi condotti dall’Associazione dottorandi e dottori di ricerca in Italia, infatti, a partire dal 2007 i posti banditi sono diminuiti del 43,4%, con gli assegni di ricerca che nel centro Italia hanno fatto registrare un calo del 41,2%. Una vera e propria boccata d’ossigeno, dunque, per la ricerca scientifica e per il nostro territorio, che potrà beneficiare delle conoscenze acquisite in campo universitario dai diciotto assegnisti, i quali avranno l’opportunità di sviluppare ulteriori competenze lavorando a stretto contatto con le aziende locali.

Il progetto rappresenta l’apice di un percorso che negli ultimi anni ha portato le università di Ancona e Camerino a specializzarsi nel settore dei materiali compositi, con decine di corsi e pubblicazioni incentrate sull’argomento, e che ha portato all’erogazione di un finanziamento ad hoc. «Un importante risultato che giunge anche grazie al proficuo rapporto di collaborazione tra le due università presenti nel Piceno» ha dichiarato il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Camerino, Claudio Pettinari. «L’obiettivo è quello di coinvolgere le menti più brillanti del settore dell’ingegneria, dell’architettura, della chimica e della biologia per dar vita ad un vero e proprio dottorato integrato, con studenti e docenti dei due atenei che cooperano veicolando le loro conoscenze per contribuire allo sviluppo di una realtà in grande crescita come quella dei materiali compositi».

Grande soddisfazione espressa anche dal Magnifico Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Gian Luca Gregori, secondo cui «il segreto del successo di questo progetto sta nel concetto di strategia e di visione, valori fondamentali per un soggetto, quello universitario, la cui importanza nel tessuto sociale ed economico di una città e di un territorio viene troppo spesso sottovalutata». La pubblicazione del bando è in programma, come da prassi, per il prossimo giugno, con la selezione dei candidati che seguirà le procedure di un tradizionale concorso pubblico e che con tutta probabilità si svolgerà a settembre.

Una ricerca composita su materiali compositi, all’interno di una società altrettanto composita. È di questo avviso il presidente del Consorzio Universitario Piceno, Achille Buonfigli, secondo il quale «l’attivazione dei nuovi dottorati aiuterà le Marche, ultimamente sempre più terra di emigrazione, a invertire il trend». «Dal punto di vista economico e sociale» prosegue Buonfigli «la nostra comunità beneficerà di un investimento oltre sette volte superiore alla cifra messa a disposizione dal Ministero, come dimostrato dai più recenti studi in materia. L’obiettivo è quello di creare una filiera formativa che possa affiancare le aziende, scongiurando il rischio che gli errori commessi in passato nella zona industriale».

Secondo Abramo Levato, direttore generale di HP Composites «il fine ultimo del progetto, oltre all’implementazione dello sviluppo industriale locale, è quello della creazione di nuovi posti di lavoro. La nostra azienda, a capitale francese, ha intuito le potenzialità di Ascoli e del Piceno nel settore dei materiali compositi, trovando terreno fertile per lo sviluppo di competenze che non fanno altro che aumentare la competitività delle aziende e combattere la disoccupazione giovanile».

Un giro di affari che si aggira intorno ai 150 milioni di euro, cifre straordinarie che evidenziano le potenzialità del nostro territorio nel settore del composito, che da anni ormai ha intrapreso una direzione apparentemente vincente, fatta di sviluppo, ricerca e innovazione. «Le nuove borse di studio sono la viva testimonianza della bontà del lavoro svolto dalle università nella nostra città» sostiene il presidente della Fondazione Carisap, Angelo Davide Galeati. «Un importante risultato conseguito da un pool di attori che collaborano per un unico obiettivo, lo sviluppo economico, che è anche una delle finalità perseguite dalla Fondazione».


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