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I numeri del turismo
«Anni di politiche fallimentari»
«Dati del 2018, c’è già una crescita»
E’ botta e risposta
opposizione-maggioranza

ASCOLI - Polemiche dopo la pubblicazione dei dati sulle presenze turistiche italiane e straniere nei capoluoghi di provincia che posizionano Ascoli all’ultimo posto nelle Marche con sole 78.574 presenze. Petracci: «Purtroppo ad Ascoli in anni passati si è preferito scommettere sull’industria tralasciando, quindi, quella che era ed è la nostra vera ricchezza». Stipa: «Ho già convocato la commissione per la prossima settimana». Ameli: «Ascoli gode ancora delle iniziative amministrative portate avanti, una ventina d’anni fa, dalla giunta Allevi e sto parlando della chiusura al traffico di piazza Arringo». Canzian: «Manifestazioni simili a sagre paesane sviliscono luoghi splendidi». Tamburri: «Dal sindaco Fioravanti abbiamo sentito tante belle parole, ma di progetti concreti nulla». Frenquellucci: «Non mi sembra ci siano segnali concreti di un’inversione di tendenza»

La facciata dello storico Caffè Meletti in Piazza del Popolo

di Adriano Cespi

«E’ il fallimento delle politiche turistiche portate avanti in questi decenni dalle amministrazioni di Centrodestra». «Sono numeri riferiti al 2018, quelli del 2019 ci dicono che a livello provinciale c’è già stato un aumento del 5,77% di arrivi e del’11,6% di presenze». E’ il botta e risposta opposizione-maggioranza che si è sviluppato intorno ai dati sul turismo pubblicati da Cronache Picene. Cifre impietose che pongono Ascoli all’ultimo posto, tra i capoluoghi di provincia marchigiani, con appena 78.574 presenze italiane e straniere, contro una Macerata, penultima, attestatasi a 221.122 presenze, Ancona a 349.187, Fermo, addirittura, a 420.468, e, infine, Pesaro, la più virtuosa, a 776.171 presenze. Cifre che evidenziano l’incapacità della politica ascolana di incidere su un settore che, morto ormai quello industriale, dovrebbe fungere da volano economico per la città delle cento torri. E che, invece, così non è.

Francesco Ameli del Pd (Foto Vagnoni)

Attacca Francesco Ameli, capogruppo del Pd: «Quello che abbiamo letto è il risultato negativo del Governo comunale a trazione Lega, Fratelli d’Italia e finte liste civiche: ricordo, infatti, che nella scorsa consiliatura a guida Castelli il Carroccio era presente in maggioranza come Fdi. Ed è inutile, ora, piangere sul latte versato. Quando si hanno a cuore solo le poltrone – sottolinea Ameli -, come dimostrato da questa e dalle passate amministrazioni di Centrodestra, tutto il resto passa in secondo piano. Qui ci vorrebbe una proposta di cambiamento radicale, che non può di certo essere portata avanti da chi in questi anni, numeri alla mano, ha affossato il turismo ascolano. E da chi vive di trasformismo politico. Una proposta che metta al centro i commercianti della città, gli imprenditori del settore turistico, le guide turistiche, le istituzioni tutte. Perché è finito il tempo degli spot e degli annunci sui giornali. Gli ascolani sono stanchi di leggere e ascoltare chiacchiere e promesse politiche. Gli ascolani, giustamente, chiedono e pretendono fatti concreti. Abbiamo una città talmente affascinante e ricca di bellezze architettoniche, storiche, culturali, che il solo pensare a certi dati ti mette la rabbia addosso. Figuriamoci vederseli davanti. A livello turistico- chiosa Ameli – Ascoli gode ancora delle iniziative amministrative portate avanti, una ventina d’anni fa, dalla giunta Allevi e sto parlando della chiusura al traffico di Piazza Arringo, del Filarmonici e del Forte Malatesta. E sfido chiunque della Destra che partecipò all’epoca alle fiaccolate notturne a favore della riapertura alle auto di piazza Arringo a farlo oggi. Alla fine la storia ci ha dato ragione».

Elena Stipa, seconda da sinistra, presidente della commissione Turismo (Foto Cicchini)

Immediata la replica della presidente della commissione Turismo, Elena Stipa (Lega): «I dati sono del 2018 e sono il risultato dell’onda lunga del post terremoto. I numeri relativi al 2019, infatti, sono già diversi. A livello provinciale, ad esempio, i primi dieci mesi dell’anno mostrano una crescita in positivo e cioè un aumento del 5,77% di arrivi e dell’11,61% di presenze di turisti italiani e stranieri. Per quanto riguarda, invece, i dati comunali li ho richiesti alla Regione e sono ancora in attesa di riceverli. Comunque, già prima di Natale avevo convocato la commissione, che si riunirà la prossima settimana, alla presenza dell’assessore Acciarri, per discutere di queste tematiche. Perché come amministrazione – prosegue la Stipa – ci siamo posti l’obiettivo di attuare strategie che possano veicolare ad Ascoli flussi turistici maggiori. Aggiungo, inoltre, come esponente del mio partito, che forte sarà il contributo che la Lega darà alla città tenendo conto che siamo già all’opera da oltre un anno e mezzo con dei gruppi di lavoro interni al fine di sviluppare progetti e idee innovative su varie tematiche compresa quella del turismo. Faccio, però, notare che questa giunta comunale si è insediata appena sei mesi fa ed ha le idee chiare su cosa e su come veicolare in chiave turistica quelle che sono le nostre eccellenze artistiche, culturali ed enogastronomiche. Rispetto a quanto fatto dalla precedente amministrazione Castelli – conclude la presidente della commissione Turismo – ritengo che abbia dato inizio ad un percorso politico nuovo, che noi adesso dobbiamo seguire apportando dei miglioramenti».

Patrizia Petracci, presidente della commissione Cultura

Aggiunge la presidente della commissione Cultura, Patrizia Petracci (Lega): «Sono convinta che la cultura sia uno strumento sul quale puntare in chiave turistica. Lo dimostrano tutte le altre città d’arte italiane che hanno investito soldi e idee ottenendo risultati eccellenti. Purtroppo ad Ascoli in anni passati si è preferito scommettere sull’industria tralasciando, quindi, quella che era ed è la nostra vera ricchezza. Il risultato è stato che con l’arrivo della crisi e con la chiusura a raffica delle fabbriche nella zona industriale ci siamo ritrovati spiazzati e incapaci di agire. Del resto non è semplice da un anno all’altro cambiare la vocazione economica di una città. Comunque, è arrivato il momento di ricorciarci le maniche e metterci al lavoro. Non c’è più tempo da perdere. Il patrimonio a disposizione lo abbiamo ed è ricchissimo. E come commissione e come Lega stiamo verificando i modi e gli strumenti migliori per veicolare la cultura in chiave turistica. Una cosa è certa: da ascolani dobbiamo superare l’idea che la nostra sia una città che si possa visitare in uno o due giorni. Per scoprirla e apprezzarla fino in fondo ci vuole più tempo. E su questo convincimento dobbiamo mettere in atto azioni, proposte, promozioni, che evidenzino questo aspetto e inculchino, quindi, al turista che arriva qui, che non si trova in una città del mordi e fuggi. Ma in un luogo che offre tanto e che va perciò scoperto fino in fondo. In tutte le sue ricchezze e bellezze artistiche e culturali, dalla Pinacoteca, ai teatri, dai musei fino, addirittura, al significato storico della stessa oliva del Piceno. Alcuni passi in tal senso li abbiamo iniziati a fare e il gruppo del gusto con 70 giornalisti stranieri di 30 testate internazionali giunti in città a novembre ne è un esempio. Hanno alloggiato qui, hanno ammirato la nostra città, la nostra storia, il nostro territorio, e una volta tornati a casa hanno raccontato sui loro media Ascoli. Eloquente, ad esempio, l’articolo uscito su El Pais in Spagna. E aggiungo, poi, i servizi televisivi sulla Rai che, da tempo, il conduttore Ossini dedica ad Ascoli. Così come la campagna promozionale che ha avuto come testimonial il campione di ciclismo Nibali. In tutto questo, però, diventa necessaria la partecipazione degli imprenditori ascolani in ambito turistico e ricettivo. E parlo di investimenti ad hoc. Insomma, l’obiettivo che abbiamo è quello di inserire Ascoli nelle rotte nazionali e internazionali del turismo d’arte».

Antonio Canzian di “Ascolto e Partecipazione” (Foto Vagnoni)

Ma l’opposizione sembra, tuttavia, scettica. Rilancia la polemica Antonio Canzian (A&P): «I dati deludenti sulle presenze turistiche della nostra città, relativi al 2018 e forniti dalla Regione Marche, non mi stupiscono affatto, perché da anni, anche prima del terribile terremoto, sono sempre sostanzialmente sovrapponibili. Questo conferma che le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno, purtroppo, tutte fallito in tema di promozione turistica di Ascoli. Non solo; si conferma che le manifestazioni più simili a sagre paesane (Fritto Misto, Festa del Cioccolato ed altro), oltre a svilire luoghi splendidi, sono utili più a chi le organizza che non a far conoscere Ascoli e il territorio. E non facciamoci influenzare dalle migliaia di presenze che ogni volta vengono dichiarate, forse per garantire la loro riproposizione l’anno successivo, perché sono per oltre l’80% presenze che provengono dai comuni limitrofi e, pertanto, insignificanti per una vera promozione turistica. Provo tenerezza quando il sindaco e la sua squadra di assessori si presentano in blocco illustrando questa o quella manifestazione come importante per la promozione di questa splendida città o quando, soddisfatti come bambini, inaugurano la pista del ghiaccio a Piazza Arringo, si vestono da Re Magi o aspettano le Befane che scendono da Palazzo dei Capitani. Va tutto bene, ma per provare ad affrontare questi dati deludenti credo ci voglia davvero ben altro».

Massimo Tamburri (a destra) del M5S (Foto Vagnoni)

E Massimo Tamburri, capogruppo del M5S sottolinea: «Devo ripetermi: ci troviamo davanti a dei dati che conosciamo bene e sui quali noi del M5S dibattiamo da anni. Lo facemmo anche nell’ultima campagna elettorale, inascoltati purtroppo. Il fatto evidente è che rappresentano il risultato della mancanza di capacità e competenza non solo politica, ma anche professionale, nell’organizzare e promuovere l’offerta turistica per la città e per l’intero territorio. La stessa San Benedetto (terza nelle classifica generale delle Marche con 749.954 presenze, ndr), che si mostra avanti rispetto a noi nella promozione e nell’accoglienza turistica, non riesce, poi, a fare squadra. Manca di sinergia coi comuni dell’entroterra.  Ora è arrivata una nuova amministrazione e dal sindaco Fioravanti abbiamo sentito, come fecero i suoi predecessori, tante belle parole, tante idee buttate lì alla rinfusa, ma di progetti concreti nulla. Staremo a vedere».

Pietro Frenquellucci del Pd

Chiosa, quindi, Pietro Frenquellucci, consigliere Pd: «Capisco che quella del rilancio turistico sia una sfida enorme e difficile da affrontare. Questa amministrazione, però, si deve assumere tutte le responsabilità dopo averla banalizzata in campagna elettorale, promettendo soluzioni semplici, banali, e immediate. Che non sono sicuramente possibili.  La città ha, invece, bisogno di un’idea forte che la caratterizzi a livello nazionale e internazionale. Idea che, però, manca perché non possono essere né la Quintana né tanto meno il Carnevale gli strumenti di rilancio: lo vediamo dai numeri. E non può essere neanche l’equazione che dice Ascoli è a 20 km dal mare e dalla montagna – puntualizza Frenquellucci-. Perché se il mare non offre nulla di diverso dal resto dell’Italia e la montagna non è fruibile, questo valore aggiunto che si è tentato di vendere, come abbiamo visto dai dati, non esiste. Bisogna allora tirare fuori una proposta nuova, giovane, moderna, di richiamo. E’ chiaro, quindi, che se ci comportiamo come fatto finora, se l’amministrazione si dimostra incerta su tutto iniziando dalla famosa “lettera Unesco”, mai esistita, fino alla candidatura “Ascoli capitale della cultura”, prima presentata e poi subito ritirata, le cose non potranno cambiare di certo. E’ vero che questi dati non possono essere attribuiti a questa amministrazione, ma è chiaro che sono frutto di una visione politica che non c’è stata. E chi ne è l’erede e si vanta di esserlo, di questi dati e di questa debacle se ne deve far carico. Non mi sembra, però – conclude il consigliere Dem -, che ci siano segnali concreti di un’inversione di tendenza, quanto meno dal punto di vista dell’idea e della proposta di turismo che si vorrebbe per Ascoli».


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