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Avis Sibillini: «Un 2019 ancora in crescita
nonostante le difficoltà,
ma servono altri donatori»

SIBILLINI - Precarietà e oggettive difficoltà non hanno fermato coloro che hanno continuato a donare il sangue. Superato il record del 2018 con otto donazioni di sangue in più, con circa 600 donate nel 2019. Il presidente Franco Rossi e il vice Domenico Annibali invitano i cittadini della zona montana a donare, e ringraziano tutti coloro che lo hanno fatto

“Vivi per te stesso e vivrai invano; vivi per gli altri, e ritornerai a vivere”. Così diceva Bob Marley, re del reggae, morto, l’11 maggio 1981 a causa di un melanoma”. Inizia con una citazione, estratta dall’universo musicale, il bilancio dell’anno appena trascorso dell’Avis dei Sibillini, che comprende i Comuni fermani di Amandola, Montefortino, Montefalcone Appennino, Santa Vittoria in Matenano, Servgliano e Smerillo, e quelli piceni di Comunanza, Force e Montedinove

Franco Rossi e Domenico Annibali, presidente e vice dell’Avis Sibillini

«Il sisma dell’agosto 2016, che aveva sconvolto un territorio già precario e provato da una lenta ed inesorabile emorragia della popolazione giovanile – il rischio paventato da Avis – poteva portare alla convinzione che tutte le attività non sarebbero più state in grado di ritornare a vivere. L’Avis Sibillini di Amandola ha continuato, con forza e convinzione, la propria attività nonostante un fermo di sei mesi e una sede per la raccolta del sangue ancora provvisoria in un modulo attrezzato ed omologato presso lo stadio comunale di Amandola. La precarietà e le oggettive difficoltà riscontrate non hanno fermato i donatori, provenienti dai diversi paesi dell’entroterra piceno e fermano, che con sacrificio e senso civico hanno continuato periodicamente a donare il sangue nei tempi stabiliti. Tutto questo ha portato ancora una volta a superare il record dell’anno precedente con otto donazioni di sangue in più attestandosi a circa 600 sacche donate nel 2019».

Il presidente Franco Rossi e il suo vice Domenico Annibali, ex sindaco di Comunanza, insieme a tutto il direttivo esprimono la loro soddisfazione per la performance, ma soprattutto vogliono ringraziare, con forza e gratitudine, tutti i donatori che hanno risposto sempre alla chiamata. «I numeri – continuano dall’Avis Sibillini – dimostrano che i volontari ogni giorno mettono a disposizione tempo ed energie per aiutare gli altri e sostenere la mission dell’Associazione per cui operano e dimostrano che sono sempre di più coloro che hanno compreso nella sua pienezza l’importanza di questo gesto utile, anonimo, gratuito e volontario, dimostrandolo ogni volta che rispondono alla chiamata per la donazione con responsabilità e senso civico. Lo testimoniano i responsabili dell’Avis Sibillini che ogni giovedì , presso il centro di raccolta, accolgono i donatori, giovani e “diversamente giovani” che iniziano la loro esperienza donazionale circondati dai “veterani” ne raccolgono l’entusiasmo sempre fresco come fosse il primo giorno».

Le condizioni in cui sta operando l’Avis

«Quindi, ancora un “grazie a tutti i donatori e… continuate a passare parola. Rimangono comunque molte difficoltà per mantenere uno standard accettabile di donazioni – aggiungono – necessario affinché il sistema sanitario regionale continui a elargire tutti quei servizi utili alla propria popolazione e, come più volte ricordato, quella di altre regioni, anche extraeuropee, che ne fanno richiesta. La ricerca di nuovi donatori, giovani e non solo (iniziare a donare anche in età più matura non comporta una controindicazione) in un contesto montano come quello in cui operiamo resta faticoso, ma non demordiamo. Nel corso dell’anno – concludono i responsabili del’Avis Sibillini – si effettuano diverse iniziative, gazebo, concorsi nelle scuole, gite, escursioni ed altro, ma forse non basta. Per questo facciamo un appello ai cittadini della zona montana , dai 18 ai 65 anni, perché ci contattino o vengano a trovarci presso il modulo attrezzato (campo sportivo di Amandola) tutti i giovedì, dalle ore 14,15 alle ore 17,45».


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