facebook rss

«Pensioni dei marchigiani
sempre più povere»

ALLARME - I sindacati chiedono al governo una rivalutazione dei trattamenti nelle Marche. Il segretario generale Elio Cerri: «Tanti anziani stanno scivolando verso la soglia di povertà»

Pensioni dei marchigiani sempre più povere: i pensionati di Cgil, Cisl e Uil lanciano l’allarme. Nello scorso anno nelle Marche sono state erogate 631,540 pensioni. L’84 percento sono prestazioni previdenziali in senso stretto, mentre il restante 16 percento sono prestazioni di tipo assistenziale. L’importo medio di una prestazione previdenziale nelle nostra regione è di 990 euro mensili lordi, che scende a 831 euro se si considerano solo le prestazioni erogate agli ex dipendenti del settore privato. Significative sono anche le differenze di genere. Se gli uomini percepiscono in media 1,218 euro lordi mensili, le donne arrivano appena 705 euro: una differenza di 513 euro che per le ex lavoratrici dipendenti arriva a 628 euro. L’importo medio delle prestazioni assistenziali è invece di 439 euro mensili lordi. Il 62 percento delle prestazioni previdenziali erogate nelle Marche hanno un importo inferiore a 1,000 euro mensili lordi. Questi numeri, elaborati dalle federazioni dei pensionati di Spi, Fnp e Uilp Marche a partire da dati ufficiali Inps, denotano una situazione preoccupante.

Elio Cerri

«Siamo ben lontani – sostiene Elio Cerri, segretario generale dello Spi Cgil Marche – dalla narrazione dominante di una categoria sociale, quella dei pensionati appunto, di ricchi privilegiati. Tra i pensionati italiani, e nello specifico tra quelli marchigiani, ci sono tantissime persone che stanno di fatto scivolando verso la soglia di povertà. Nonostante ciò, durante tutto questo decennio di crisi abbiamo cercato con tutti i mezzi di sopperire alle carenze del sistema pubblico di welfare aiutando ogni giorno figli e nipoti, regalando tempo e soldi, pagando bollette e rate dei mutui, assistendo nipoti e coniugi non autosufficienti».

Mario Canale

«Come confermato recentemente anche dall’Istat – prosegue Mario Canale, segretario generale della Fnp Cisl Marche – la presenza di un pensionato all’interno di nuclei familiari vulnerabili ha consentito di dimezzare l’esposizione al rischio di povertà. In cambio di questo contributo alla tenuta della coesione sociale abbiamo ricevuto ben poco. Pensioni che non vengono rivalutate da 7 anni, carico fiscale tra i più alti dell’Unione Europea, nessun diritto esigibile a prestazioni socio assistenziali e sanitarie quando non siamo più in grado di cavarcela da soli».

«Per queste ragioni – conclude Marina Marozzi, segretaria generale della Uilp Uil Marchei – le federazioni dei pensionati stanno portando avanti una mobilitazione che ci ha visti scendere ripetutamente in piazza nello scorso anno. Senza risposte da parte del Governo, la mobilitazione proseguirà nei prossimi mesi, a sostegno delle nostre rivendicazioni, che riflettono una questione di dignità». In sintesi, Spi, Fnp e Uilp Marche chiedono una giusta rivalutazione dei trattamenti pensionistici, il cui potere d’acquisto si è drammaticamente ridotto negli ultimi anni, la riduzione del carico fiscale sui redditi medio bassi da pensione e l’aumento delle risorse per la sanità pubblica e per l’assistenza socio sanitaria alle persone non autosufficienti, sia anziane che non. «I pensionati italiani vogliono continuare ad aiutare le loro famiglie e il loro Paese, ma hanno bisogno di un sostegno concreto ed urgente».


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X