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M5S, Fede esamina il voto regionale:
«Ha perso chi chiedeva
la spallata al Governo,
per le Marche rimane la linea Di Maio»

ASCOLI - Il “facilitatore” regionale del Movimento commenta il risultato elettorale in Emlia Romagna e fa il punto confermando la non alleanza col Pd per il voto di maggio. Sul presidente della Regione e sui consiglieri: «Qualsiasi candidatura dovrà passare attraverso i nostri strumenti di democrazia partecipata, come le assemblee e il voto sulla piattaforma Rousseau»

Giorgio Fede, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle

di Adriano Cespi

«In Emilia Romagna siamo calati. E’ vero. Ma sapevamo che non potevamo competere per la vittoria finale. Del resto è risaputo che il voto Regionale e Comunale non sono paragonabili a quello Nazionale dove otteniamo sempre percentuali alte, a doppia cifra, e dove ad incidere ci sono diversi fattori tra cui la maggiore popolarità, anche mediatica, dei candidati». E’ il commento di Giorgio Fede, il “facilitatore” Marchigiano del Movimento 5 Stelle, una sorta di coordinatore politico regionale che funge da raccordo tra attivisti locali e stati generali nazionali, al voto di ieri, che ha visto il M5S crollare in Emilia Romagna al 4,7% rispetto al 13,2% delle Regionali 2014 e al 32% delle Politiche 2018, mentre in Calabria salire al 6,2% contro il 4,9% delle Regionali 2014. «In Emilia Romagna eravamo all’opposizione con 5 consiglieri e siamo ora all’opposizione con 2, in Calabria non avevamo seggi prima e non ne abbiamo ora: questo è il risultato finale – sottolinea Fede – certo, sono cambiati i numeri, in particolare nell’assemblea bolognese, ma non cambierà di certo la sostanza della nostra opposizione. E quando parlo di sostanza intendo la politica di denuncia dei problemi dei cittadini, che portiamo avanti da sempre».

L’ex rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi

Un risultato elettorale, quello di ieri, che secondo molti osservatori politici potrebbe incidere sulle elezioni regionali di maggio, anche nelle Marche. E per le quali il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, prima di dimettersi dall’incarico, aveva tracciato la linea: nessun accordo col Pd, ma corsa solitaria come in Emilia Romagna e in Calabria. «Questa è la posizione dettata dal Movimento attraverso il capo politico e questa, sono convinto, sarà la posizione che il M5S terrà fino a maggio – ribadisce Fede -. Per quanto riguarda, invece, la scelta del governatore e dei consiglieri, qualsiasi candidatura dovrà passare attraverso i nostri strumenti di democrazia partecipata, come le assemblee e, soprattutto, il voto degli iscritti sulla piattaforma Rousseau. Anche il nominativo dell’ex rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi, quindi, qualora risultasse compatibile con gli ideali ed i programmi del M5S, sarà sottoposto al voto Rousseau».

Matteo Salvini al chiostro di San Francesco di Ascoli con il sindaco Marco Fioravanti

Il “facilitatore” regionale pentastellato, poi, lancia una frecciata al centrodestra e, soprattutto, al leader della Lega, Matteo Salvini. «E’ chiaro che il M5S ha perso elettori in Emilia Romagna – puntualizza Fede – ma alla fine ad uscire sconfitti dalle urne sono stati altri. E parlo di quelli che fino a sabato avevano cercato di dare un significato politico al voto, parlando di spallata al Governo Conte e di ritorno immediato alle urne».

Fede, infine, conclude con un ringraziamento e una promessa: «Faccio i complimenti a quanti si sono impegnati in queste elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria mettendoci faccia e tanto lavoro. Una cosa, comunque, è certa: i nostri eletti non arretreranno di un millimetro e continueranno ad avere, nei palazzi del potere, quel ruolo di sentinella che ci contraddistingue da sempre».

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