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L’annuncio di Ceriscioli:
«Nuovo ospedale di secondo livello»
E per le cure territoriali
lancia il “modello Arquata”

SPINETOLI - Le parole del governatore durante gli Stati generali della sanità picena organizzati dal Pd all'oratorio di Pagliare. «Ad oggi le due strutture non sono nemmeno ospedali di primo livello»

L’intervento di Luca Ceriscioli

di Renato Pierantozzi

«Che volete: due ospedali che non sono nemmeno di primo livello o uno nuovo di secondo livello con tutte le specialità che ha, ad esempio l’azienda ospedaliera Marche Nord ad eccezione della neurochirurgia?». E’ stata questa la proposta del governatore Luca Ceriscioli, affiancato dalla vice Anna Casini, durante gli stati generali della sanità picena organizzati dal Pd all’oratorio di Pagliare del Tronto pienissimo di amministratori, medici, sindacalisti e operatori sanitari. Ceriscioli ha chiuso i lavori dopo le mini relazioni dei referenti dei vari tavoli coordinati da rappresentanti delle istituzioni e medici. Sui tempi di realizzazione, Ceriscioli è stato realista. «Non siamo in Cina -dice- la nostra media è 10 anni, considerando che a Jesi ce ne hanno messi 18. Comunque solo per avere l’ok sui terreni c’è voluto un anno e mezzo.

Luciano Agostini

Adesso comunque possiamo ricevere le proposte dei privati e se non si comincia non si arriva mai». Il presidente ha poi rimarcato la grande importanza della sanità territoriale. «Se riduciamo gli sprechi e i doppioni per gli acuti -dice- abbiamo più risorse per la sanità territoriale che è quella a cui, ad esempio, destineremo i 2 milioni di euro in più che abbiamo per il personale. Penso allora al “modello Arquata” dove pochi giorni fa abbiamo inaugurato un poliambulatorio con il medico, l’infermiere e la possibilità di trasmettere in tempo reale gli esami per farli analizzare dagli specialista. E’ un modello che possiamo replicare nelle aree interne della Regione che sono quelle più disagiate. Penso poi alle altre strutture vicine come la Rsa di Acquasanta che possiamo mettere in rete». «Siamo qui -dice il segretario provinciale Matteo Terrani- per ascoltare gli operatori che ci chiedono di realizzare il nuovo ospedale perché rischiamo di perdere questo treno e magari in futuro si parlerà di un solo ospedale “Marche Sud”. Invece i sindaci di Ascoli e San Benedetto vogliono solo lucrare il consenso politico fregandosene della qualità dell’offerta sanitaria e del rafforzamento del sistema. La politica ha il compito di occuparsi dei problemi delle persone». A favore del nuovo ospedale si sono poi espressi i primari di radiologia, Carlo Marinucci («Se oggi il paziente ha un ictus ad Ascoli si creano problemi e tutto sarebbe più facile se i professionisti operassero tutti insieme», ha detto) e Tiziana Principi a capo della rianimazione di San Benedetto. «Oggi quando si interviene su un’emergenza -afferma- un operatore deve decidere dove mandare un paziente: ad Ascoli, San Benedetto o Ancona. Se invece la scelta fosse solo su due opzioni (tra Ancona e una struttura dove c’è tutto quello che serve, ndr). si guadagnerebbe tempo. E non sono 10 minuti in più o in meno di distanza a salvare una vita, ma la scelta che si fa. Anche Schumacher ad esempio è stato mandato in una struttura che non era quella che la più indicata per il suo incidente». «Se ci attaccano -aggiunge Luciano Agostini, responsabile regionale della sanità per il Pd- significa che andiamo nella giusta direzione. Come prossimo passo organizzeremo un incontro con le università di Camerino e Ancona per vedere se sarà possibile ampliare le scuole di specializzazione sanitaria da insediare nel nostro territorio. Il governo della cosa pubblica non deve solo pensare al consenso, ma deve decidere e scegliere. Spero di vedere presto la posa della prima pietra».


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