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Una scacchiera
e 32 pedine per stimolare
ragionamento e spirito sportivo

ASCOLI - Arriva la seconda edizione di "Scacchi a scuola", che introduce nelle scuole primarie l'attività ludica alla quale è stato riconosciuto un ruolo importante nel processo formativo delle nuove generazioni. Il corso di 120 ore sarà tenuto da istruttori della Federazione italiana scacchi

di Federico Ameli

Circa 250 studenti della scuola primaria, di 12 classi degli istituti scolastici “Ascoli Centro”, “Borgo Solestà” e “Luciani-San Filippo”, saranno protagonisti di un progetto che, dopo il successo dello scorso anno, viene riproposto anche per l’anno scolastico 2019.2020. Stiamo parlando di “Scacchi a scuola”, l’iniziativa promossa nell’ambito dei progetti didattici formativi approvati dall’amministrazione comunale, dall’Unione sportiva Acli Marche in collaborazione con la Federazione Scacchistica Italiana, la delegazione provinciale del Coni e Coop Alleanza, presentata questa mattina 3 febbraio a Palazzo dell’Arengo.

A fare gli onori di casa l’assessore all’istruzione, nonché giocatrice di scacchi, Monica Acciarri, che anche sulla base della propria esperienza personale conferma l’importanza del gioco degli scacchi all’interno del processo formativo delle nuove generazioni. «L’amministrazione» dichiara l’Assessore «è molto felice di aver attivato questo progetto. Gli scacchi, così come la lettura, contribuiscono in modo determinante a far crescere e riflettere i nostri bambini».

Quella degli scacchi è una delle discipline associate del Coni, rappresentato a livello provinciale dal delegato ed ex olimpionico Armando De Vincentis, a cui si deve l’idea di riportare scacchiera e pedine nelle scuole di Ascoli. Secondo De Vincentis, «giocare a scacchi è di grande aiuto nella vita di tutti i giorni. Oltre a sviluppare i dendriti, le fibre che si ramificano a partire dai nostri neuroni, gli scacchi contribuiscono ad aumentare il quoziente intellettivo dei nostri ragazzi, al punto da spingere l’Unione Europea a valutare l’introduzione di questa disciplina all’interno dei programmi scolastici».

Uno sport a tutti gli effetti, dunque, che aiuta a sviluppare memoria e concentrazione e, soprattutto, a convivere con l’ineluttabilità della scelta, una lezione fondamentale nel percorso di crescita dei nostri ragazzi. È di questo avviso il professor Dante Guglielmi, istruttore Federazione italiana scacchi (Fis): «Il fatto che non si possa tornare indietro nelle proprie decisioni, costringe i giocatori a ragionare in anticipo le mosse successive». La presenza di istruttori federali nelle scuole garantisce nelle 120 ore previste una formazione altamente qualificata, necessaria per rapportarsi al meglio con alunni e insegnanti di ruolo e coltivare la passione per una disciplina, quella degli scacchi, fortemente radicata nel territorio, nonostante l’assenza di circoli nell’ascolano, dovuta anche all’avvento del gioco online.

«Siamo molto soddisfatti della costante crescita del movimento scacchistico in città, che testimonia un interesse sempre maggiore verso il nostro sport» dichiara il delegato provinciale Fis Piera Palestini. «Un esperimento portato avanti dal comitato del Piemonte ha dimostrato come il gioco degli scacchi contribuisca ad affinare le capacità matematiche dei più giovani. Attraverso la scacchiera, infatti, è possibile sviluppare la conoscenza dell’asse cartesiano e, più in generale, della geometria».

Un successo, quello di “Scacchi a scuola”, reso possibile anche grazie al finanziamento di Coop Alleanza, una realtà da diversi anni vicina al territorio e alle sue necessità rappresentata per l’occasione dal vicepresidente del consiglio di zona, Luciano Sgolastra, e dal costante impegno dell’U.S. Acli Marche nel portare avanti iniziative sportive dall’alto valore formativo. Stando alle parole del rappresentante Giulio Lucidi, «l’obiettivo è quello di andare oltre l’attività scolastica mattutina, dando vita a un vero e proprio centro pomeridiano che possa rappresentare il fulcro di una serie di iniziative con implicazioni anche in campo sociale, come nel caso della partecipazione dei ragazzi nell’ambito degli eventi della Settimana della Famiglia o dell’incontro intergenerazionale avvenuto nei locali della casa albergo “Ferrucci”».


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