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Rimozione amianto alla palestra
“Marucci”, Insorgono i genitori
degli alunni del “Licini”

ASCOLI - La preoccupazione è stata raccolta dal comitato ascolano "Scuole sicure", presieduto da Enrico Gaspari, che ha inviato alle istituzioni, alla dirigente scolastica e ai Vigili del fuoco la richiesta che le opere si svolgano a scuola chiusa

Il cancello della palestra “Marucci” e, a destra, il “Licini”

 

Sono iniziate ieri, 3 febbraio, da come recita l’avviso affisso al cantiere, le operazioni di rimozioni dell’amianto nella palestra comunale di atletica pesante “Marucci” di Ascoli. Ma la cosa non piaciuta affatto ai genitori e agli operatori dell’attiguo Liceo Artistico “Licini” i quali hanno investito della loro preoccupazione il comitato ascolano “Scuole sicure”, presieduto da Enrico Gaspari.

Il cartellone del cantiere

Immediata la reazione del comitato che oggi, 4 febbraio, ha inviato la richiesta formale che i lavori si svolgano a scuole chiuse, come prevede anche la normativa che impone l’evacuazione in via prudenziale degli edifici che si trovano entro una determinata distanza. E lo hanno fatto tramite una Pec rivolta al presidente della Provincia, al sindaco di Ascoli, alla dirigente scolastica, al direttore del servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro dell’Asur e al Comando Vigili del Fuoco.

«Consci della delicatezza e pericolosità potenziale di tali lavori – scrivono gli esponenti di “Scuole sicure” – e al fine di poter tranquillizzare in maniera seria e chiara i nostri associati, chiediamo di conoscere tempestivamente il piano di lavoro della rimozione amianto nell’edificio interessato. Nel caso in cui il piano di lavoro prevedesse tale rimozione durante i giorni di lezione, chiediamo una diversa calendarizzazione da fissarsi in giorni di chiusura della scuola come previsto, oltre che dal buon senso,  anche dalle normative. Queste, per dirla in breve, vogliono che “l’azione di bonifica dovrà avvenire in assenza di studenti e personale”. Certi della condivisione delle sacrosante preoccupazioni – continuano dal comitato – relative a eventuali rischi per la salute di studenti e lavoratori delle scuole, auspichiamo chiarezza ed applicazione del comune buonsenso, secondo un sano principio di precauzione. Sottolineiamo, infine, la carenza e quindi la necessità di un’informazione tempestiva e puntuale, che garantisca ad ogni genitore la libertà di fare le scelte più opportune per i propri figli».

 

 


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