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Agnellino muore di freddo:
i teli provvisori non bastano
«Compromessa la produzione del latte»

AMANDOLA - Una ditta locale ha aiutato l'imprenditore agricolo Massimo Di Mulo a posizionare un telo di plastica provvisorio per dare riparo alle sue 200 pecore

di Andrea Braconi

Hanno trascorso la notte sotto qualche fiocco di neve le 200 pecore dell’azienda agricola di Massimo Di Mulo. Dopo il forte vento di martedì 4 febbraio che aveva scoperchiato la stalla, una tensostruttura in pvc messa a disposizione della Regione Marche a seguito dei danni del sisma, una ditta di Amandola ha aiutato l’imprenditore a posizionare un telo di plastica provvisorio. Ma il vento, sempre lui, non ha permesso di coprire integralmente la parte danneggiata. «Gli animali sono rimasti lì – ha raccontato l’imprenditore – non avevo altri posti dove metterli e purtroppo nella parte rimasta scoperta un agnellino, appena nato, non è riuscito a sopravvivere. Stamattina la ditta è tornata e abbiamo finito a mettere il telo con le corde, ma resta sempre una cosa provvisoria».

I tecnici della Regione hanno effettuato un sopralluogo per verificare i danni e raccogliendo tutta la documentazione fotografica necessaria. «Ma un ruolo decisivo – tiene a rimarcare Di Mulo – lo ha avuto l’amministrazione comunale di Amandola. In Regione sono riusciti a far accelerare l’iter, in modo tale che una volta ricevuto il preventivo possano autorizzare subito l’impegno di spesa per sostituire il telo in pvc. Però non credo – aggiunge – che passerà meno di una settimana: tra le ditte che ho contattato io. Nessuna disponibile, quindi ho capito che i tempi saranno un po’ lunghi. Da Fermo mi hanno raggiunto tre persone di un’azienda, hanno preso le misure ma anche loro mi hanno spiegato che, non avendo il materiale disponibile, saranno necessari almeno 7 giorni».

«Se il vento non dovesse riprendere vigore – dice ancora – le pecore per il momento potrebbero anche restare così. Se piove non c’è problema per qualche giorno. Ma se dovesse tornare il vento forte strapperebbe subito via il telo. Basterebbe la metà dell’intensità che abbiamo visto ieri per far tornare tutto daccapo».

Un ulteriore problema potrebbe essere rappresentato dalla neve. «Anche se ho fatto rafforzare un po’ il telo con delle corde – è ancora Di Mulo che parla – una nevicata importante potrebbe danneggiare la stalla. Le previsioni sembrano buone, non dovrebbe accadere nulla di particolare. Altrimenti, è meglio scappare via».

Dopo la disperazione iniziale, quindi, Di Mulo resta un po’ più fiducioso: «Comune e Regione si sono mobilitati. In particolare ringrazio il sindaco, che si è mosso subito. Ieri ero scoraggiato al massimo. Questa è una razza di pecore che ha pochissima lana e soffre tanto il freddo. Sono abituate sempre al coperto e all’asciutto, all’improvviso si trovano con la pioggia addosso, il vento da tutte le parti, ieri sera gli nevicava addirittura sopra. Così stamattina portavano meno della metà del latte e la produzione adesso è compromessa. Per quando recupereranno ci vorrà parecchio tempo, questo se consideriamo quelle che sono in grado di recuperare, cioè quelle più fresche di mungitura; le altre, che stavano più avanti, non possono più farlo».

Al momento non è stata fatta alcuna stima dei danni. «Se tutto si ferma qui – conclude l’allevatore – è una cosa accettabile. Se invece dovesse succedere ancora, allora i danni sarebbero piuttosto gravi».

 


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