facebook rss

Contraffazione nel Piceno,
un giro d’affari di oltre 100 milioni

PICENO - L'allarme è lanciato dalla Cna di Ascoli. Balloni: «E' come se ogni abitante della nostra provincia si trovasse circa cinquecento euro in meno l'anno». La proposta di Marini (Federmoda): «Indicare nel prodotto finito il contributo dei contoterzisti»

Il direttore della Cna Picena, Francesco Balloni e il direttore Luigi Passaretti

E’ di oltre 108 milioni di euro ogni anno, secondo i dati elaborati dalla Cna di Ascoli, il giro d’affari nel Piceno della contraffazione nel settore tessile, dell’abbigliamento e degli accessori per la moda. «E’ come se ogni abitante della nostra provincia si trovasse circa cinquecento euro in meno l’anno, a causa di questa distorsione del mercato», spiega Francesco Balloni, direttore della Cna di Ascoli.  «Cinquecento Euro – aggiunge – sottratti, a livello di comunità, al Pil delle imprese regolari, alla contribuzione fiscale e all’occupazione vera e non quella in nero. Filiera, tracciabilità e concreto riconoscimento del Made in Italy sono per questo una battaglia prioritaria della Cna, sia a livello nazionale che locale».

Doriana Marini

Da qui la proposta che la Cna lancia attraverso la vice presidente nazionale e presidente regionale di  Federmoda, Doriana Marini. «Una nuova e più puntuale forma di tracciabilità della filiera produttiva – precisa la presidente Marini, titolare di un’impresa del settore moda che opera a San Benedetto del Tronto – come garanzia  per i tanti ed eccellenti contoterzisti che lavorano per i grandi marchi. Le nostre micro e piccole imprese del Piceno contribuiscono al successo di un Made in Italy, apprezzato in tutto il mondo. E per loro quale riconoscimento? Un aiuto concreto per la crescita e la sopravvivenza di queste eccellenze sarebbe proprio l’indicazione del loro contributo di saper fare e creatività nella dicitura di tracciabilità del prodotto finito».

L’idea della Cna, condivisa a livello di sistema del settore della moda artigiana, sarà portata avanti sia a livello nazionale che comunitario. «Legalità, lavoro tutelato e produzioni ecosostenibili – precisa Luigi Passaretti, presidente della Cna Picena – sono la chiave di sviluppo per la provincia e come Cna ci battiamo da sempre per questo. Sottolineo, ad esempio, i tanti e proficui incontri con il Prefetto e le autorità nazionali sul territorio. Per tutelare i marchi della moda, come quelli dell’agroalimentare e di tutti gli artigiani che lavorano in correttezza e trasparenza».

Un nuovo percorso di crescita, dunque, per le imprese del territorio che ha per punto fondamentale la formazione dei giovani, come sottolinea Irene Cicchiello, responsabile per Ascoli di Federmoda: «Ad Ascoli con l’Ipsia “Sacconi”, settore moda, e in tante altre occasioni con gli istituti professionali della provincia, portiamo avanti da anni un percorso che mira a mettere sempre più a contatto il mondo della produzione e delle aziende con quello della scuola e della formazione».

«Questo nuovo concetto di marchio – conclude Doriana Marini –  ha l’obiettivo di diventare, per tutti gli operatori del settore moda, un vero e proprio rating di valori. Una sorta di premialità che va ad accomunare i brand più famosi a tutta la filiera che contribuisce all’eccellenza del prodotto finito. Valori che, in questa sorta di marchio di ulteriore e più approfondita eccellenza, tenga conto sia della qualità che della sostenibilità economica, sociale e ambientale».


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X