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Le telecamere di sorveglianza:
erano in agenda, ora sono realtà

OFFIDA - Ne sono state istallate 36 a presidiare gli incroci dei quartieri più a rischio ed anche in vista del Carnevale ormai alle porte. La sala monitoraggio si trova all'interno del palazzo comunale, collegata con polizia municipale e Carabinieri
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I monitor collegati alle telecamere istallate a Offida

foto e testo di Simone Corradetti 
Nell’agenda dell’amministrazione comunale di Offida, capeggiata dal sindaco Luigi Massa, c’era l’installazione della videosorveglianza sul nucleo urbano. Negli anni passati, si sono verificati numerosi furti in appartamento, rapine, danneggiamenti al patrimonio pubblico, e svariati atti vandalici. Molti cittadini, avevano chiesto che venissero posizionate delle telecamere sugli incroci dei quartieri più a rischio, dove molte abitazioni sono state rovistate e messe a soqquadro dai malviventi.
«Oggi – ha detto il vice sindaco Davide Butteri – ci sono 36 telecamere attive sul territorio comunale, anche in vista dell’imminente carnevale storico. Bisogna tutelare l’incolumità dei cittadini e salvaguardare i beni pubblici. La sala monitoraggio si trova all’interno del palazzo comunale, collegata con l’ufficio della polizia municipale e con la locale stazione dei Carabinieri. Le forze dell’ordine – ha aggiunto – possono verificare certe situazioni, dalle apparecchiature che registrano fino a sette giorni prima, dall’accaduto di un presunto reato. Abbiamo completato – conclude Butteri – il secondo, ma non ultimo step di lavori per l’ampliamento dell’impianto di videosorveglianza, in modo tale da garantire maggiore tranquillità ai nostri residenti, e nei prossimi mesi saranno coperte anche le frazioni».

Incrocio piazza Loris Annibaldi

Le zone attualmente interessate sono: incrocio piazza Loris Annibaldi con via Mazzini. via I Maggio, incrocio viale IV Novembre con viale della Repubblica, piazzale Avis, il parco della luna e le vie più importanti del centro storico, dove si sono verificati schiamazzi notturni, danneggiamenti, e strade che si trasformavano in latrine.


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