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Aperitivi e cucina,
domina l’oliva straniera
In arrivo trenta nuovi impianti
di Ascolana Tenera

ASCOLI - Il Consorzio della Dop illustra il bando della Regione per il rilancio dell'oliva da mensa. Capofila una srl con a capo Augusto Migliori. Partecipano Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri. Per i coltivatori ritiro e prezzo remunerativo garantiti per 10 anni. Contributi fino al 60%

di Franco De Marco

Lo sapete che la maggior parte delle olive che si utilizzano negli aperitivi o in cucina provengono dall’estero? Eppure le più buone sono quelle italiane e quelle ascolane in particolare. Ma l’agricoltura italiana, pur avendone la possibilità, per tante ragioni non riesce, incredibilmente, a fornire questo prodotto. Ora c’è una forte accelerata per aumentare la produzione dell’oliva ascolana del Piceno Dop, naturalmente varietà Ascolana Tenera, oro verde dell’economia picena ancora poco sfruttato rispetto alle sue enormi possibilità di penetrazione nei mercati di tutto il mondo. Grazie alla partecipazione ad un bando della Regione, nell’ambito del Psr (Piano sviluppo rurale), si  stima che verranno avviati almeno a trenta ettari di nuovi oliveti per un investimento di almeno 200.000 euro. Più il recupero e il rilancio di oliveti già esistenti e magari abbandonati. Nella cabina di regia c’è il “Consorzio tutela e valorizzazione oliva ascolana del Piceno Dop”, presieduto da Primo Valenti,  che si sta battendo come un leone per difendere e valorizzare questo frutto unico al mondo che la natura ha regalato alla terra picena. Questa mattina, nella Gastronomia Migliori, il Consorzio ha illustrato il progetto che avrà come capofila la srl “Sviluppo Ascolano” guidata da Augusto Migliori, figlio d’arte, con al fianco un facilitatore esperto in economia. Per il deposito dei progetti la chiusura, dopo una proroga ad hoc, ci sarà il 19 marzo prossimo. Le aspettative sono tante.

L’intervento in questione riguarda tutta la filiera dell’oliva tenera ascolana. Con beneficiari, in primo luogo, i coltivatori di Ascolana Tenera i quali, magari delusi nel passato quando la redditività era molto scarsa e scoraggiante, grazie a questo progetto potranno avere garantiti sia la raccolta sia i prezzi, decisamente remunerativi, come mai avvenuto, per i prossimi dieci anni. Una programmazione opportunamente di lungo periodo. Insomma per chi crede nell’oro verde di Ascoli questa è davvero una grande opportunità. Non c’è solo l’oliva ripiena ma anche quella in salamoia detta “da mensa”.

«La produzione delle olive da mensa – sottolinea Primo Valenti – in Italia negli ultimi decenni è stata sostanzialmente abbandonata con inspiegabile rinuncia ad una eccellenza della nostra agricoltura. Eppure la domanda di olive da mensa di qualità, e la Tenera Ascolana è la migliore di tutte, è in continua crescita. Però oggi nel marcato prevale il prodotto estero. L’Ascolana Tenera rappresenta obiettivamente la punta di diamante delle olive da mensa in Italia, quindi nel mondo, sia per le caratteristiche organolettiche sia per il rapporto polpa-nocciolo. E’ anche, naturalmente, certificabile come Dop consentendo agli olivicoltori una remunerazione molto più elevata».

Nel progetto Psr  è coinvolta tutta la filiera dell’area del cratere vittima del sisma 2016. Gli imprenditori agricoli partecipanti potranno beneficiare di contributi europei fino al 60%. Sono coinvolte le organizzazioni di imprenditori agricoli Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri. Alla conferenza stampa di questa mattina erano presenti, insieme ai rappresentanti del Consorzio, Ugo Marcelli della Cia e Tommaso Ciriaci di Confagricoltura. Insomma sta per partire un grande rilancio della coltivazione dell’oliva da mensa ascolana tenera con ricaduta molto positiva sull’economia del territorio. «Il maggiore impegno richiesto all’olivicoltore  – spiega il Consorzio – nel comportarsi da vero e proprio frutticoltore per ottenere olive da mensa Dop potrà essere ora affrontato aderendo al contratto di filiera che garantisce agli agricoltori la certezza di acquisto del prodotto e il rispetto del prezzo pattuito oltre alla copertura dei costi di certificazione per il sistema di controllo Dop e a finanziamenti per la realizzazione di nuovi impianti olivicoli. Inoltre, nella nuova impostazione di gestione dell’oliveto “da mensa”, le olive di dimensione minore potranno essere comunque destinate ad ottenere un eccellente olio con integrazione delle entrate economiche». Il Consorzio lancia l’invito a chi già possiede oliveti della varietà ascolana tenera, e chi voglia impiantarne di nuovi, a contattare al più presto le proprie organizzazioni di riferimento o il Consorzio stesso (333.6570800).

Va nell’ottica del rilancio della coltivazione della Ascolana Tenera la notizia fornita da Ugo Marcelli a conclusione di un corso di formazione per tecnici della coltivazione degli ulivi presso la Ecoservices. A questi giovani è stata data l’opportunità di far parte di una cooperativa ad hoc che fornisce tutti i servizi (potatura, pulizia, preparazione del terreno, eccetera) per la manutenzione e per la nascita di nuovi  impianti di Ascolana Tenera.


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