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L’anniversario più triste: 55 anni fa
la morte nel derby del portiere Roberto Strulli

CALCIO - Aveva 26 anni. Il tragico scontro al "Ballarin" di San Benedetto durante Samb-Ascoli. Fu un lutto nazionale. Durante il funerale si fermò tutta la città, in lacrime

di Bruno Ferretti

Ricorre il 15 febbraio uno degli anniversari più dolorosi e tristi della storia dell’Ascoli. La morte, in campo, del portiere Roberto Strulli, toscano di Monsummano Terme (Pistoia). Aveva 26 anni e sua moglie Luana era in attesa di un figlio che non ha potuto conoscere il padre e al quale fu dato lo stesso nome: Roberto junior.

Roberto Strulli

Il tragico incidente di gioco si verificò il 15 febbraio 1965, durante il sempre acceso derby Sambenedettese-Del Duca Ascoli allo stadio “Fratelli Ballarin”, teatro di mille battaglie calcistiche fra bianconeri e rossoblù. Fu una drammatica fatalità. La Samb stava conducendo 2-0 e aveva quasi ipotecato la vittoria, ma non era ancora sazia. Arrivò un tiro verso la porta dei bianconeri: Strulli, ben piazzato, intercettò quel pallone che però gli sfuggì dalle mani. Il portiere fece un passo in avanti e si gettò sul pallone per riprenderlo, nel frattempo sopraggiunse a gran velocità l’attaccante Alfiero Caposciutti della Samb (toscano anche lui) e lo scontro fra i due fu terribile, micidiale. Purtroppo mortale. L’impatto fra il ginocchio di Caposciutti e la mandibola di Strulli fu devastante. Il portiere bianconero rimase a terra privo di sensi. Si capì subito che era successo qualcosa di estremamente grave.

Trasportato all’ospedale di San Benedetto, Roberto morì durante la notte successiva senza aver mai ripreso conoscenza. Fu un lutto enorme sia per Ascoli che per San Benedetto, oltre che per le due società calcistiche. Non fu semplice trovare le parole per avvisare la vedova, la famiglia Strulli e altri congiunti di quanto era accaduto allo stadio “Ballarin” durante quel maledetto derby. La partita fu portata a conclusione e, poiché a quel tempo non erano previste sostituzioni, la Del Duca Ascoli mandò in porta il compianto difensore Capelli continuando a giocare in dieci: la partita finì 4-0, ma di fronte alla tragedia il risultato non aveva più alcun valore, né importanza.

Non fu solo il lutto di Ascoli e San Benedetto, ma di tutto il calcio italiano. Le massime autorità sportive nazionali espressero con telegrammi e messaggi tutto il loro cordoglio. Durante il funerale dello sfortunato portiere, ad Ascoli, si fermò tutta la città: scuole chiuse, vetrine abbassate, la Cattedrale e Piazza Arringo gremite, un mare di fiori e tante, tantissime lacrime.

Sono trascorsi 55 anni e il ricordo di Roberto Strulli é rimasto sempre vivo fra gli sportivi ascolani, soprattutto quelli meno giovani con qualche capello bianco in più . Qualche anno fa, su iniziativa del club bianconero “Solo per l’Ascoli”, é stata organizzata a Palazzo dei Capitani una manifestazione in onore di Roberto Strulli. Presenti, fra tanti sportivi di ieri e di oggi, il figlio Roberto jr giunto da Monsummano Terme. Nell’occasione fu presentata la pubblicazione “Roberto Strulli, l’eroe dimenticato” scritta dal giornalista ascolano Bruno Ferretti. E il Comune di Ascoli, con una cerimonia pubblica, dedicò una piazza a Strulli, a Pennile di Sotto, non lontano dallo stadio “Del Duca”.


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