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Carnevale in Riviera:
“La Febbre del sabato sera” 
esorcizza la paura del coronavirus 

SAN BENEDETTO - Presentato il calendario dei festeggiamenti che si svolgeranno tra il 20 ed il 25 febbraio dopo un anno di stop forzato. Manifestazioni in programma sia al centro della città costiera che a Porto d'Ascoli. Domenica e martedì sfilata di gruppi e carri allegorici. Le iniziative dell'edizione 2020, i costi, l'organizzazione e la storia

Gli organizzatori del Carnevale in Riviera

di Marco Braccetti

Tre carri, nove gruppi mascherati, oltre 300 studenti coinvolti. A San Benedetto, dopo un anno di stop forzato, rinasce il Carnevale, con diverse iniziative che andranno in scena al centro della città costiera e a Porto d’Ascoli. Il cartellone completo è stato presentato stamattina, in sala giunta, dal sindaco Pasqualino Piunti, affiancato dal presidente dell’associazione “Amici del Carnevale sambenedettese”, Alberto Malavolta. Con loro, l’assessore al turismo, Pierluigi Tassotti, il consigliere Emidio Del Zompo e le rappresentanti dei vari istituti scolastici che hanno collaborato alla realizzazione dell’evento.

L’OMAGGIO – Sì, perché la particolarità di questo Carnevale è che sfileranno ben 9 gruppi in maschera organizzati dalle classi delle scuole sambenedettesi. A tutti gli studenti che parteciperanno sarà donata una borraccia d’acciaio inox (dai colori rosso e blu). Un cadeaux utile a diminuire l’utilizzo di bottiglie di plastica, a tutto vantaggio dell’ambiente.

Carnevale a San Benedetto in una vecchia edizione

A SAN BENEDETTO – Tra supereroi, antichi egizi, astri, tipicità enogastronomiche regionali e molto altro, la fantasia di genitori, insegnanti ed alunni s’è sbizzarrita e occorrerà davvero fare una capatina in centro per vedere dal vivo la sfilata di tutte queste mascherine. L’appuntamento è per le 15.30 di domenica 23 e martedì 25 febbraio in piazza Giorgini. Con loro sfileranno anche tre carri: due grandi e uno più piccino. Quest’ultimo proviene da Castignano, s’intitola “La Febbre del sabato sera” e promette di sdrammatizzare un po’ sull’epidemia da coronavirus che sta letteralmente tenendo col fiato sospeso tutto il mondo. Mentre gli altri 2 s’intitolano “Arevè Carnevà” e “Banda Asterix”. Martedì 25 febbraio saranno anche premiati il carro più bello e numeroso ed il gruppo mascherato più simpatico e numeroso.

In programma pure la “Festa dei Bambini” il giovedì grasso, 20 febbraio dalle ore 15, al “PalaSpeca” in viale dello Sport con ingresso libero.

A PORTO D’ASCOLI – Sarà festa anche a Porto d’Ascoli. Il Circolo dei portodascolani ripropone, come lo scorso anno, l’organizzazione del “Carnevale per i Bambini”. Il Concerto Bandistico della Città di San Benedetto del Tronto, offerto dall’amministrazione comunale, aprirà l’evento con partenza alle 15  dalla caserma guelfa per proseguire in via Mare e raggiungere piazza del Redentore, dove è prevista l’esibizione di brani caratteristici del carnevale, per poi cedere la scena ai veri protagonisti della festa, i bambini, che si divertiranno insieme dalla showgirl Monica con la sua musica.

Oltre ai bambini per questa seconda edizione verranno coinvolti anche i quartieri di Porto d’Ascoli, ciascuno con il proprio gruppo mascherato. Il pomeriggio proseguirà con la sfilata delle mascherine per un concorso dei costumi più belli tra i bambini, tra bambini accompagnati dai genitori e tra ragazzi fino a 14 anni, con premiazione dei vincitori a fine serata. E in serata, per chiudere la Festa, un veglione-cena presso l’Hotel International a Porto d’Ascoli (prenotazione obbligatoria presso il circolo organizzatore). Durante la serata sfilerà “lu murt de fame”, caratteristica maschera portodascolana a suo tempo inventata dalla mente vulcanica di Tiziano Campanelli

I COSTI E L’ORGANIZZAZIONE – L’amministrazione comunale ha stanziato 28.000 euro per il carnevale sambenedettese e 1.500 per l’evento di Porto d’Ascoli. Il sindaco Piunti ha lodato il gruppo guidato dal presidente Malavolta che si è letteralmente rimboccato le maniche per tornare a organizzare un Carnevale degno di questo nome. «Hanno davvero dimostrato di amare San Benedetto – ha detto Piunti -. L’amministrazione comunale li ha sostenuti convintamente. Poi voglio sottolineare un punto caratteristico dell’azione di quest’amministrazione: distribuire gli eventi su tutto il territorio. Lo dimostra la festa che torna anche a Porto d’Ascoli». Vista l’assenza dei classici capannoni in zona Ballarin, l’allestimento dei carri si è svolto a Centobuchi . «L’anno prossimo occorrerà trovare un posto a San Benedetto dove realizzare i carri, altrimenti sarà davvero difficile proseguire. Farli a Centobuchi e portarli è davvero difficile e faticoso», fanno sapere dagli Amici del Carnevale sambenedettese.

LA STORIA – Si ripete così una festa che, in città, ha una storia antica, risalente al lontano 1828. L’archivista municipale Giuseppe Merlini, infatti, ha individuato un documento che descrive l’assegnazione di alcuni banchi a delle famiglie intenzionate ad assistere al “Teatrino de Dilettanti pel Carnevale”, messo in scena dai “signori recitanti, orghestra e li due suggeritori”. Siamo ancora in un periodo nel quale le disposizioni per feste e veglioni vengono date dal “Ministero dell’Interno e di Polizia di Santa Romana Chiesa”. Vietatissimo, nella seconda metà dell’Ottocento, mascherarsi da religioso o da militare, così come mettere barbe finte o maschere sul volto.

Il Teatro Concordia diventa presto il centro delle festività: i notabili vi si raccolgono e vi organizzano i veglioni; ci si autotassa e – pagate le spese per illuminazione, vetture e orchestra – si devolve il restante per le elemosine. A partire dal 1877, il Circolo Unione, nato per aiutare le vittime del mare, organizza l’arrivo in treno di Re Carnevale, un pupazzo di cartapesta. La festa finisce con una corsa di cavalli  e la consegna del palio al vincitore. Mentre si sa poco del Carnevale sambenedettese della prima parte del secolo scorso. Quello che è certo è che nel 1952 nasce il Carnevale moderno.


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