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La Serie C riparte a porte chiuse
«Obbediamo, ma il Governo dovrà
tenere conto degli incassi mancati»

SERIE C - Il girone B riparte ma senza pubblico, a partire dai recuperi di martedì e mercoledì prossimi. Il presidente Ghirelli attende il decreto del Governo, ma intanto fa sentire la propria voce

di Benedetto Marinangeli

Tutte le manifestazioni sportive saranno a porte chiuse. E quindi il campionato di Serie C girone B riparte ma senza pubblico a partire dai recuperi di martedì e mercoledì prossimi. Ad anticipare la notizia è stato nel pomeriggio il ministro dello sport Vincenzo Spadafora, poi, però, la conferma arriva direttamente dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso della conferenza stampa in cui ha annunciato la chiusura di scuole ed università a partire da domani e fino al 15 marzo, con il premier che vuole firmare il decreto entro questa sera.

Il presidente Ghirelli

Ma come ha accolto la notizia il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli? «Aspettiamo il decreto del governo. Da quello che apprendiamo – risponde – si andrà a porte chiuse. Noi abbiamo lavorato in una certa direzione ma di fronte all’emergenza del Paese siamo coerenti con quanto detto. C’è una catena di comando, dobbiamo lasciar da parte quanto pensato e, come Garibaldi, dire tutti insieme Obbedisco». Una decisione, quella di giocare a porte chiuse che potrebbe determinare sconquassi in Serie C dove le società fanno affidamento sugli incassi al botteghino per sopravvivere. C’è anche il rischio che diminuiscano gli sponsor e conseguentemente il default di qualche club non è poi un’ipotesi così peregrina».

«Venerdì scorso – è sempre il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli che parla – ho detto al ministro Spadafora e al suo entourage che non volevamo le porte chiuse perché il calcio senza pubblico non esiste e perché le nostre società, a differenza delle altre serie professionistiche, vivono in gran parte con gli introiti provenienti dallo stadio. Di conseguenza nei provvedimenti finanziari che il governo si appresta a prendere, bisognerà tener conto di questo elemento. In questi mesi abbiamo lavorato sulle regole, sulle procedure per rispettare i regolamenti ed è evidente che i mancati incassi creano un problema enorme. Credo che il ministro raccoglierà questo tema. Una delle questioni poste dal sottoscritto a Spadafora è che la Lega Pro ha una scadenza, il 16 marzo, relativa alle certificazioni contributive e fiscali. Abbiamo chiesto che tutto ciò rientri dentro al provvedimento governativo».

Orlando (Foto Cicchini)

Ed in questo bailamme oggi la Samb ha usufruito di un giorno di riposo e da domani riprenderà ad allenarsi quotidianamente per arrivare al top per martedì prossimo quando affornterà al “Garilli” il Piacenza. «Stiamo  vivendo –afferma l’attaccante Francesco Orlando ai microfoni del sito ufficiale della Samb- un momento particolare sia per noi e per tutto il mondo del calcio. Martedì prossimo si torna a giocare e quindi ci alleneremo al massimo per farci trovare pronti per la gara di Piacenza per dimostrare che questa Samb è forte. Ceto, prima di questa sosta forzata i risultati non sono arrivati e quindi bisognerà farli in questa parte di campionato. Ho visto il calendario ed in programma ci sono partite importanti e quindi siamo obbligati a dare il massimo».

Orlando analizza così il momento no della Samb. «Contro il Ravenna non ci siamo espressi al meglio – analizza – non esprimendo il nostro gioco. Ma da tre, quattro gare a questa parte, basta un tiro in porta per prendere gol. E’ un periodo in cui ci gira tutto contro e dobbiamo riportare la fortuna dalla nostra parte come ad inizio stagione. Vogliamo uscire fuori nel migliore dei modi da questa situazione e dimostrare a tutti che siamo una grande squadra. A San Benedetto – conclude Orlando – mi trovo benissimo. Abbiamo un bell’ impianto di gioco ma ad oggi ci mancano solo i risultati. Sono convinto che arriveranno presto perchè questa Samb è una squadra giovane composta da ragazzi umili e forti».


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