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Il Coronavirus paralizza le scuole,
scatta la formazione hi-tech

SAN BENEDETTO - Tra lezioni online e software d’apprendimento, gli istituti si organizzano per il lungo periodo di chiusura. Gli studenti appoggiano la decisione di fermare le lezioni: «Le aule fonte di contagio»

L’Istituto Capriotti

di Marco Braccetti 

Autonomo ed online. Si muove su questo doppio binario l’apprendimento ai tempi del Coronavirus. Anche a San Benedetto, ovviamente, le scuole sono serrate, così alunni e docenti debbono adottare metodi alternativi (ed hi-tech) per garantire la continuità didattica. Il nostro piccolo tour parte dal campione per popolazione scolastica (1.050 iscritti) ossia l’IIS “Augusto Capriotti”, più noto come “ragioneria”.  «L’Istituto – spiega la preside Elisa Vita – ha deciso di offrire alla propria utenza, in necessitata sostituzione delle ordinarie attività didattiche frontali e quali obbligata alternativa all’abituale frequenza scolastica, le attività didattiche a distanza di cui al software applicativo “ClasseViva” già in uso nell’Istituto stesso fruibili a mezzo della piattaforma informatica denominata “Aule virtuali” (dedicata alla didattica per l’interazione, la condivisione e la formazione in un unico ambiente online) appositamente attivata e resa disponibile da “Gruppo Spaggiari Parma SpA” di Parma».

L’Ipsia Guastaferro

Un quadro simile anche all’Ipsia Guastaferro, dove la preside Marina Marziale ha predisposto una serie di misure “agili” per continuar e il lavoro normalmente svolto sui banchi di scuola dagli alunni e dai docenti. Novità: la formazione a distanza (Fad) che avviene pubblicando materiali per gli alunni strutturati in modo da sfruttare tutti i media (video, audio, testi, libri), ponendo quesiti, chiedendo risposte e valutando quanto prodotto dagli studenti.
«Sebbene nessuno di noi si augurasse una simile eventualità – ha dichiarato il dirigente scolastico del Liceo Classico “Leopardi”, Maurilio Piergallini – eravamo da tempo pronti ad agire con celerità nel caso in cui si fosse dovuta attivare la didattica a distanza, al fine di garantire la continuità dell’attività di insegnamento ed il diritto all’apprendimento degli alunni».

Il 5 marzo, nel Collegio docenti straordinario gli insegnanti hanno definito le modalità della didattica virtuale e, dallo stesso giorno, gli studenti si sono ritrovati nelle classi virtuali, piattaforme interattive in cui possono ricevere compiti e lezioni, con eventuali percorsi di verifica, ascoltare le lezioni dei professori e dialogare con loro. Sono state annullate (o postdatate) anche molte attività collaterali che avrebbero dovuto arricchire il bagaglio formativo degli studenti. Ad esempio: lo scorso 27 febbraio, alcuni ragazzi dell’Alberghiero “Buscemi” avrebbero dovuto partecipare alla Borsa mercato del lavoro del settore turismo, promossa da Confcommercio. Evento rinviato a data da destinarsi.

Lo Scientifico Rosetti

Al Liceo Scientifico “Rosetti”, la preside Stefania Marini ci dice che qualche docente utilizzerà la piattaforma web “Moodle”: ambiente informatico dedicato alla formazione. Intanto, anche gli alunni si organizzano. «Soprattutto noi ragazzi dell’ultimo anno abbiamo davvero tante cose da fare – racconta Benedetta Del Prete del Classico Leopardi, portavoce dell’associazione studentesca Robin Hood – ci si organizza autonomamente, studiando in casa, visto che anche la biblioteca municipale è chiusa. La decisione di fermare le lezioni è giusta: la scuola è un luogo di massimo contatto, quindi il rischio di un’epidemia aumenta. Studenti e professori si stanno adeguando, so di una prof del liceo delle Scienze Umane di Ripatransone che continua a far lezione virtualmente, forse tramite Skype».

Volendo guardare almeno ad un aspetto positivo in tutto questo dramma: secondo Flavia Mandrelli (docente e consigliera comunale) tutta questa vicenda legata al virus è servita, nei giorni subito prima li provvedimenti di chiusura, a stimolare in classe discussioni e informazioni su corretti stili di vita e sulle buone norme igieniche (lavarsi spesso le mani, starnutire e tossire compostamente) che, a suo dire, tra i giovanissimi si stavano dimenticando.


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