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«Una C d’Eccellenza a 20 squadre
e una serie semi-pro a 40»
la proposta di Gravina (Figc)

CALCIO - Il presidente della Figc: «Ghirelli già conosce questa proposta ed è favorevole, dipende dalle società». Il massimo dirigente della Lega Pro: «Venerdì ci sarà l'assemblea di Lega, poi se in futuro ce ne saranno le condizioni, potremo parlare di una riforma dei campionati. Ad oggi pensiamoa mettere in galleggiamento tutti i club di C»
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di Benedetto Marinangeli

«Una Serie C d’Eccellenza a venti squadre e poi quaranta in una serie semiprofessionistica». Questa la possibile riforma della terza serie prospettata dal presidente della Figc, Gabriele Gravina. «Ghirelli (presidente Lega Pro, ndr) – aggiunge – già conosce questa proposta ed è favorevole, dipende dalle società».

Gravina, presidente Figc

Il presidente della Lega Pro risponde così alla sollecitazione di Gravina. «Credo che il massimo dirigente federale faccia bene a spingere per le riforme. Noi adesso stiamo lavorando per mettere in galleggiamento le società di Serie C che rischiano in maniera drammatica. Se l’azienda del patron va in crisi, quest’ultimo pensa prima all’azienda che al club. Noi siamo concentrati su due questioni: la prima è il tamponare la crisi, con lo spostamento di tasse e contributi e la ricerca di fondi, la seconda è essere attenti all’umore delle persone che oggi soffrono».

Ed aggiunge: «Venerdì 3 aprile facciamo l’ assemblea, poi verso il 20 ci concentriamo sulla crisi e ne convocherò un’altra. Se ci sarà un clima adatto per discutere di riforme lo faremo, se non ci saranno continueremo a pensare alla salute. E ne discuteremo dopo. C’è tempo e tempo. Non voglio spostare la testa dei miei presidenti su una questione che dovrà essere affrontata ma non adesso, con i presidenti preoccupati per le loro aziende, le loro società, la loro vita».

Ghirelli, presidente Lega Pro

Intanto l’Assocalciatori ha aperto il campo all’ ipotesi di un fondo assistenziale per i meno pagati in serie C. “ll mondo dilettante, il calcio femminile e i redditi più bassi delle categorie professionistiche si legge nella nota dell’ Aic-dovranno essere tutelati, anche attraverso il ricorso a risorse interne al mondo del calcio e aiuti che dovessero venire dal sistema mutualistico generale. La costituzione di un fondo assistenziale destinato al sostentamento di queste situazioni di precarietà dovrà coinvolgere tutte le parti in causa. I calciatori sono già sintonizzati su questo ma ad oggi non si è avuto ancora contezza di quale sia la parte che vorranno e dovranno fare le altre componenti del movimento. Figc, Leghe, organizzazioni internazionali, quale sarà il loro apporto a questo scopo? Sarà uno degli argomenti sui tavoli di discussione che si stanno portando avanti ormai da qualche settimana e che dovranno avere come primo obbiettivo fare squadra, ognuno per la sua parte”.


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