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Samb, il ds Pietro Fusco:
«Noi vogliamo giocare,
ma in massima sicurezza»

SERIE C - Il dirigente rossoblù a cuore aperto: «In questo momento è facile cadere nella demagogia, ora l’importante è la salute del cittadino, poi viene lo sport e noi che lo pratichiamo. Se poi non dovessimo continuare, decadrebbe ciò che è insito nello sport, e cioè la sfida»
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di Benedetto Marinangeli

«Noi vogliamo giocare». Testi e musica del diesse della Samb Pietro Fusco collegato in diretta facebook con la trasmissione Eleven Home condotta da Jolanda De Rienzo. «In questo momento – aggiunge – è facile cadere nella demagogia. Ora l’importante è la salute del cittadino poi viene lo sport e noi che lo pratichiamo. E poi se non dovessimo continuare decadrebbe ciò che è insito nello sport e cioè la sfida. Il tutto, però, in massima sicurezza con la priorità che resta la salute del cittadino. Risolviamo prima questa problematica, poi tra persone responsabili si riesce a trovare la quadratura del cerchio. Basta la disponibilità a risolvere i problemi. Tutti perderemo qualcosa, basta discuterne. L’importante è che si possa tornare a giocare».

Il ds Pietro Fusco

Fusco, poi, torna ad analizzare il cammino della Samb. «All’inizio – commenta – è stato un percorso eccellente. Poi a novembre abbiamo avuto delle problematiche dovute anche ad una rosa ristretta, perdendo anche immeritatamente alcune partite. Poi siamo ripartiti bene a gennaio per accusare un altro passaggio a vuoto. Comunque anche il terreno di gioco del Riviera ha penalizzato una squadra tecnica come la nostra. Non è un alibi ma un dato oggettivo. La Samb, infatti, ha disputato le sue migliori partite su campi ottimi come Trieste, Cesena, Modena. Ci è mancata anche la continuità, non dando seguito a prestazioni importanti».

Pungolato dai tifosi, collegati via facebook, su Rapisarda e Di Massimo, Fusco risponde così. «Ciccio (Rapisarda, ndr) si è consolidato in questa categoria e se migliora ancora in fase di non possesso palla, può tranquillamente giocare in serie B. Di Massimo per certi versi è un giocatore importante, per altri versi meno. Ha potenzialità, gamba e tecnica ma deve ancora dimostrare di poter militare in categorie superiori. Può ambire alla cadetteria perché ha dimostrato di possedere il motore ma deve trovare continuità. Un attaccante deve fare gol e nell’ analisi generale conta anche questo».

Sul suo futuro e di quello di Montero alla Samb, Fusco è esplicito. «In questo momento i discorsi personali non sono rilevanti. L’importante è riprendere a giocare in sicurezza. A San Benedetto sto bene e se ci dovesse essere la possibilità di lavorare per un progetto duraturo sono a disposizione. Per quanto riguarda Montero deve dare dato atto e riconoscimento alla società di essersi fatto conoscere. Ma prima finiamo il campionato e poi ci ritroveremo. Il presidente detterà le linee guida, ci si confronterà e se si troverà un accordo si potrà proseguire. Tutto –conclude Fusco- dipende da ciò che vuole fare Franco Fedeli».


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