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Auguri vecchia e gloriosa Samb:
97 anni di storia

SERIE C - Era il 4 aprile 1923 quando nacque il club rossoblù dalla fusione tra Fortitudo, Serenissima e Forza e Coraggio. La prima società marchigiana ad approdare in Serie B al termine della stagione 1955-1956. Intanto il presidente Fedeli conferma l'addio
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Francesco Chimenti, icona della Samb, contrastato dal bianconero Morini durante la gara di Coppa Italia 1977-1978 al vecchio “Ballarin” contro la Juventus scudettata

di Benedetto Marinangeli

4 aprile 1923, nasce la Sambenedettese, dopo la fusione tra Fortitudo, Serenissima e Forza e Coraggio. 97 anni di storia gloriosa, la prima società marchigiana ad approdare in Serie B al termine della stagione 1955-1956 quando i rossoblù di Biagini arrivarono al primo posto in classifica in serie C insieme al Venezia grazie alle reti di Padoan Guidazzi e Dio Fraia con capitan Astraceli a fare da conducator.

“Come ci hai sempre insegnato, ogni momento difficile va superato – 97 anni di fedeltà, con te fino all’eternità”. E’ scritto così sullo striscione esposto dai tifosi della Samb, in questo momento di grande emergenza

Da lì 21 partecipazioni tra i cadetti grazie alle promozioni conquistate con Marino Bergamasco e Nedo Sonetti allenatori. Numerosi i campionati di serie C disputati, tanto che nel palmares c’è anche una Coppa Italia di Serie C nella stagione 1991-1992 con Giorgio Rumignani in panchina.

Ma la società del Riviera delle Palme ha avuto anche annate buie, le cancellazioni dal calcio professionistico, le mancate iscrizioni in C2, i fallimenti in tribunale. E poi i campionati tra i dilettanti, i tre vinti in Eccellenza e gli anni della serie D. Con Luciano Gaucci nella stagione 2000-2001 i rossoblù tornarono in C2 sprofondare di nuovo nel massimo campionato marchigiano al termine della gara di Lecco nella campionato di C1 2008-2009. Al termine della stagione 2012-2013 si è verificato un caso unico nel mondo del calcio con la Samb attrice principale. Pur avendo vinto il campionato non presentò la fideiussione per l’iscrizione al campionato di C2. Da Perugia arrivò l’imprenditore viterbese Gianni Moneti che permise alla Samb di ripartire di nuovo dall’Eccellenza conquistando la Serie D al primo colpo con quattro giornate di anticipo ed allenata da Andrea Mosconi. Poi ecco la cessione a Franco Fedeli che il 4 agosto 2015 ne diventa il nuovo proprietario. Ed ecco il nuovo ritorno in serie C. Nonostante tutto l’ amore viscerale nei confronti dei colori rossoblù è rimasto intatto anzi, le disgrazie lo hanno ulteriormente rinforzato. Ed oggi in città, nonostante il divieto di uscire sono comparsi striscioni di festeggiamenti, alcuni balconi hanno esposto bandiere rossoblù, mentre sui social impazzano le immagini degli storici momenti della Samb.

I tifosi rossoblù in Curva Nord (Foto Cicchini)

Questo il messaggio del club del Riviera delle Palme: “Avresti meritato una gran bella festa in un Riviera pronto a gridarti tutto il suo amore insieme ai nostri ragazzi che avrebbero dato tutto per omaggiare al meglio il tuo compleanno. Oggi tutto questo non ci è possibile. C’è una battaglia da vincere contro questo tremendo virus, e dobbiamo farlo tutti insieme, lontani ma uniti più che mai. La nostra gente non si è però dimenticata di te, nemmeno per un attimo. Anzi, ogni giorno è in prima linea per aiutare chi in questo momento ha bisogno di un sostegno economico e morale e lo fa con la forza di un cuore grande dove sono scolpiti soltanto due colori: il rosso e il blu. Torneremo presto a stare insieme, ad esultare e a renderti onore come meriti. Buon compleanno, vecchia cara Samb”.

Ora con il campionato fermo e con poche possibilità che possa riprendere si deve guardare al futuro e le parole di Franco Fedeli non sono poi così rassicuranti. «Non posso muovermi da Roma – dice – soprattutto in questi mesi difficili e quindi non posso seguire più da vicino le questioni della Samb. Non voglio niente dalla cessione della società, ma solo che chi vuole acquistarla si sobbarchi qualche pregresso. Però in questo momento non c’è nessuno che sia venuto a chiedermela».

 

 


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